Crea sito

CONSULENZA ON LINE GRATUITA

   La consulenza on line gratuita  è  temporaneamente  sospesa

Un’area dove pubblicare messaggi ed avere risposte esaurienti da un professionista qualificato.

*leggere bene il regolamento prima di richiedere la consulenza online  gratuita

 

consulenza online gratuita accessibile senza registrazione, è importante per richiedere qualsiasi tipo di informazione di cui è possibile una spiegazione scritta.

1) PRIMO FORM IN FONDO ALLA PAGINA NELL’AREA COMMENTI  non funziona sulla versione semplificata di questa pagina. Se non sei sicuro di quale stai visualizzando clicca lo stesso ti reindirizziamo alla versione completa.

IL CONSULENTE RISPONDERÀ SOLO ALLE RICHIESTE PERVENUTE IN QUESTA SEZIONE, CERCA IN FONDO ALLA PAGINA IL PULSANTE “MOSTRA COMMENTI” MOSTRA commenti

   

Il servizio di consulenza gratuita è offerto per promuovere il sito e favorire il posizionamento sui motori, per tali motivi la modalità di fruizione prevede:

  • La pubblicazione delle domande e risposte provenienti dall’area gratuita sarà visibile a tutti
  • la pubblicazione avverrà sempre rispettando la privacy ed omettendo i dati personali

Si offre la consulenza gratuita per far conoscere il sito a più persone. 

 

I tempi di risposta per la consulenza gratuita possono essere anche lunghi, se avete necessità di una risposta nelle 24 ore è consigliabile richiedere quella a pagamento 

 

Si necessita di una risposta in giornata o al massimo 24ore?

standard25, standard35, gold o Silver

in cosa consiste la consulenza STANDARD25 e STANDARD35?

 

sono le due consulenze di base meno costose, ad un prezzo piccolo piccolo e soprattutto FISSO, per non ricevere sorprese sgradite di aumenti di prezzo quando si richiede il preventivo.

per maggiori informazioni leggi il regolamento

 

In cosa consiste la consulenza Fiscale Gold o Silver?

Commercialista online mette a disposizione altri due servizi di consulenza online

 per ricevere le risposte velocemente e privatamente 

 a chi ne fa richiesta abbiamo attivato altre due tipologie di consulenze SILVER e GOLD.

 

CLICCA SULL’IMMAGINE PER ACCEDERE

ALLA CONSULENZA ONLINE SILVER E GOLD E SAPERE COME RICHIEDERLE

consulena online silverconsulenza online gold

consulenza online silver e gold

 

PER LA CONSULENZA GRATUITA

CONTINUARE A SCORRERE LA PAGINA.

 

 

1) INVIA LA RICHIESTA DI CONSULENZA

Se non funziona il modulo di invio è perché  sei nella versione semplificata della pagina. Se non sei sicuro di quale stai visualizzando clicca lo stesso  ti reindirizziamo noi per accedere alla versione funzionante

 

 

2) Precedenti consulenze (Il form non più attivo)  

richiedi una consulenza fiscale gratuita (form non più attivo: per ribattere al commento dell'amministratore usare l'area commenti in fondo alla pagina copiando il link del commento pervenuto nella vostra mail)

 
 
(form non più attivo)
53 messaggi.
GABRIELE GABRIELE da ROMANO pubblicato il 13/03/2020 alle 8:55 am:
buongiorno.ho stipulato con un impresa un contratto di fornitura con posa in opera e questa in un articolo del contratto specifica e dice:i corrispettivi di cui al presente contratto saranno assoggettati all'aliquota i.v.a. come per legge.io ho fatto una fattura con iva il 31\12\19 ed ora mi chiedono di fare nota di credito e fattura con reverse charge.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che in ambito dell'edilizia le forniture di servizi relativi a pose in opera compiuti verso soggetti titolari di partita IVA determinano l'applicazione della normativa relativa al reverse charge. Questo significa che nel contratto stipulato doveva essere menzionato il fatto che le sue fatture sono determinate da imponibile +iva in generale e che in caso di fornitura di servizi per pose in opera la fattura doveva essere emessa solo con importo relativo ai servizi senza applicazione dell'IVA dovendo applicare in quel caso la normativa relativa al reverse charge. In pratica il contratto andrebbe corretto e il fatto che le abbiano chiesto di emettere nota di credito è corretto e serve a annullare la fattura emessa con IVA. Poi naturalmente dovrò emettere la fattura in reverse charge e quindi senza IVA. L'IVA per intenderci verrà pagata dalla azienda committente quando essa stessa a sua volta emetterà le fatture verso i suoi clienti.


Buona serata
francesca francesca da crotone pubblicato il 03/03/2020 alle 3:31 pm:
Buongiorno! Mi chiamo Francesca Caputo e sono una studentessa dell'unipi che sta facendo la sua tesi in USA per 9 mesi. Attualemente, l'ospedale Americano in cui lavoro, mi sta trattenendo il 14% di tasse sullo stipendio (da settembre 22,2019 fino a Giugno 23, 2020) ma non so bene come comportarmi quando torno in Italia (essendo nel nucleo familiare di mia mamma). Il tipo di income e' di scholarship o fondi per la fellowship.

Potete consigliarmi e darmi direttive? Grazie!
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che innanzitutto ipotizzo che lei abbia residenza anagrafica in Italia. in tale caso lei ha residenza fiscale in Italia; pertanto deve farsi rilasciare la certificazione dei redditi percepiti dall'ospedale americano. In base alla convenzione stipulata tra USA e Italia le imposte trattenute dal fisco degli USA verranno considerate credito di imposta e lei pagherà le imposte al fisco italiano secondo l'importo dovuto meno il credito di imposta riconosciuto nella certificazione rilasciata dall'ospedale americano. Anche se vive con sua madre lei deve comunque presentare la dichiarazione dei redditi all'Agenzia delle entrate in Italia.


Buona serata
Franco Pietranera Franco Pietranera da Montemarzino (Al) pubblicato il 15/01/2020 alle 11:41 am:
Buon giorno, a seguito della legge di stabilità 2014 il calcolo della Tari doveva essere effettuato in base alla metratura che il catasto aveva aggiornato. Il Comune ha ignorato quanto stabilito dalla legge e a gennaio 2020 ho ricevuto un provvedimento di accertamento per l'anno 2014, con il quale mi viene richiesto un pagamento, a conguaglio (con sanzioni e spese accessorie), in base alle nuove metrature rilevate dal catasto. Il provvedimento, datato 18/12/2019, contiene degli errori nel conteggio e mi è stato notificato in tata 8 gennaio 2020. La tassa non è da considerarsi prescritta? Peraltro non esiste anche un termine di decadenza? Ringrazio e porgo distinti saluti.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che la legge n° 147 del 2013 legge di stabilità 2014 viene stabilito che i comuni possono avvalersi della banca dati del catasto per accertare le superfici imponibili delle unità immobiliari. Questo non significa che loro d'ufficio debbano allineare le superfici imponibili dichiarate dai contribuenti. Pertanto se il contribuente non allinea tramite dichiarazione presentata le superfici imponibili dall'anno di riferimento entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello entro il quale doveva essere
resa la dichiarazione (e cioè il 2015 ) relativa all'anno di riferimento (e cioè il 2014) e quindi entro il 31/12/2020 il comune di interesse può inviare un accertamento per recuperare le differenze TARI piu' sanzioni e interessi. Oltre il 31/12/2020 decade il diritto del comune a poter notificare l'accertamento. Nel caso suo in riferimento alla TARI 2014 in caso di non presentazione della dichiarazione TARI integrativa l'ufficio TARI aveva tempo fino al 31/12/2020 per notificare a lei le differenze TARI più sanzioni e interessi. Quindi l'accertamento da lei ricevuto non è decaduto. Tuttavia gli importi TARI e sanzioni secondo una consolidata giurisprudenza si prescrivono entro 5 anni dal giorno in cui il tributo era dovuto oppure dal giorno relativo all'ultimo atto interruttivo. Dunque se non ci sono stati atti interruttivi e essendo esigibile la TARI 2014 da 31 dicembre 2014 la prescrizione è intervenuta in data il 31/12/2019. Quindi se non ci sono stati atti interruttivi se l'accertamento è stato notificato L'8 gennaio 2020 gli importi TARI e sanzioni sono prescritti. Ovviamente gli interessi si annullano per la stessa non esigibilità della tassa sui rifiuti TARI.


Buona giornata
Luca Luca da Roma pubblicato il 21/11/2019 alle 8:08 pm:
Salve, la mia domanda riguarda la marca da bollo da 2€ che va apposta nelle fatture di un libero professionista che apre partita iva e sceglie il regime forfettario. La marca va apposta solo alle fatture superiori a € 77,47 o dato che non questi non paga l'iva va apposta sempre, anche a quelle di importo inferiore? Anche nelle fatture verso clienti/società residenti all'estero va inserita la marca da bollo o riguarda solo i clienti italiani?
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che poiché lei ha optato per il regime forfetario le fatture da lei emesse non riportano l'IVA; per questo lei deve apporre la marca da 2 € con data antecedente o uguale al massimo alla data della fattura su ogni fattura di importo totale superiore a 77,47 € e è irrilevante se il cliente è italiano o estero.


Buona serata
Franca Franca da Roma pubblicato il 13/11/2019 alle 8:30 am:
Buongiorno, vorrei esporle le mie perplessita'. Nel 2015 io ed altre due persone abbiamo fondato una srls. Io ero socia maggioritaria al 33.4%. Una delle 3 socie ha lasciato la srls cedendo le sue quote all'altra, cosi' al momento io sono socia al 33.4% e l'altra al 66.3%. La mia intenzione e' di lasciare la societa', vorrei quindi sapere se lasciandola l'altra socia e' costretta a chiuderla o puo' semplicemente prendere le mie quote ed andare avanti. In che modo potrei lasciare la societa'? Inoltre, a livello legale, visto che io vivo all'estero, cosa comporta la mia presenza nella srls dalla quale io non traggo nessun profitto e di cui non so quasi nulla? se un giorno volessi acquistare un immobile in Italia o fare domanda per future pensioni o simili, avrei problemi? Inoltre quanto costa lasciare la societa'? grazie.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che per uscire come socio dal una società srls può farlo in due modi : 1) recesso se ve ne sono le condizioni per legge o per atto costitutivo oppure tramite cessione delle quote a uno o piu' dei altri soci rimanenti.
La situazione di avere quote di partecipazioni societarie non ha rilevanza per l'acquisto di immobili. Per future domande di pensioni che lei possa intendere presentare rilevano in alcuni casi i redditi che lei percepisce in modo continuativo o tramite distribuzione di utili dalla società, Quindi si possono presentare dei problemi qualora avvenisse una o più distribuzioni di utili negli anni da parte della stessa società.


Buona giornata


Buona giornata
Roberta Roberta da CAVA MANARA pubblicato il 29/10/2019 alle 9:47 am:
Buongiorno
volevo un'informazione,in una societa' SRL a socio unico,l'amministratore che viene eletto in assemblea puo' avere un compenso mensile?Se è si ha una regolare busta paga o cedolino?Mi può dare piu' informazioni possibili?
Grazie
Distinti Saluti
Roberta
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che innanzitutto presumo che lei faccia riferimento all'amministratore unico. L'amministratore unico può avere un compenso mensile. Per poter far emergere questo compenso l'amministratore può emettere ricevute di prestazioni occasionali fino a determinate soglie di redditi netti incassati nell'anno oppure se si tratta di importi che superano tali soglie di redditi netti incassati su base annua si può decidere di assumere con busta paga l'amministratore oppure lui può aprire la partita IVA e può emettere le fatture quando incassa i compensi.


Buona giornata
Francesco Francesco da Catania pubblicato il 14/10/2019 alle 6:31 pm:
Buonasera. Volevo chiedere un'informazione.
Da settembre 2018 a settembre 2019 ho svolto un tirocinio per un ente pubblico per un ammontare di Euro 6.600,00.
Nel corso di quest'anno ho anche svolto saltuarie collaborazioni autonome occasionali (con ritenuta d'acconto) per un importo di circa 4.800,00 Euro.
Adesso sarei intenzionato ad aprire la partita IVA considerato che l'attività libero professionale sta, man mano, diventando più stabile.
Fiscalmente, posso aprire nel mese di ottobre 2019, per la prima volta, la partita IVA?
Considerata la mia situazione reddituale (sopra descritta), conviene aprire immediatamente la partita IVA oppure è consigliabile attendere il nuovo anno?
Aprendo adesso la partita IVA, posso, comunque, recuperare le ritenute d'acconto versate in quest'anno anche se continuassi a fatturare (con partita IVA) sforando la soglia dei 5.000,00 Euro?
Da un punto di vista contributivo, aprendo la partita IVA sono soggetto a iscrizione alla gestione separata INPS o altro?
Grazie mille per un Vostro eventuale riscontro.
Cordiali saluti.
Francesco
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. Nell'istante in cui lei raggiunge la soglia massima dei redditi netti incassati su base annua per prestazioni occasionali e intende continuare a lavorare in quell'anno deve aprire la partita IVA con un determinato codice ateco inerente la sua attività professionale. A quel punto lei avrà redditi occasionali e redditi da attività autonoma. Con ogni probabilità lei avrà un credito di imposta per i redditi occasionali. Se opterà per il regime forfetario quando aprirà la partita IVA potrà usare tale credito di imposta per pagare tramite compensazione l'imposta sostitutiva che si calcola sui ricavi incassati tramite l'attività autonoma.


Buona giornata
samuele samuele da milano pubblicato il 10/10/2019 alle 12:46 pm:
Buongiorno. volevo chiedere un informazione: sono titolare di una partita iva in regime forfettario e ho un sito simile a una agenzia di viaggi e vorrei inserire la possibilità di prenotare le strutture alberghiere tramite il sito. Il cliente quindi pagherebbe la camera al conto corrente del sito dove i soldi rimarebbero solo per un tempo limitato. Infatti dopo il suo soggiorno i soldi verrebbero trasferiti al conto della struttura alberghiera la quale poi pagherà la commissione prevista. In tal caso non avendo il regime forfettario la possibilità di detrarre interamente le spese sostenute ma solo in forma forfettaria è possibile che sia la struttura stessa ad emettere la fattura in modo che il sito pagerà le tasse solo sulla effettiva commissione incassata mentre sarà poi la struttura a pagarle per suo conto sui suoi incassi?
Grazie mille
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che se lei avendo optato per il regime forfetario deve pagare l'imposta sostitutiva solo sulle commissioni da lei fatturate al cliente e incassate in un determinato anno.


Buona giornata
angela maria tangorra angela maria tangorra da bari pubblicato il 02/10/2019 alle 9:47 am:
Buongiorno.Sono titolare di partita iva artigianale come tatuatore. Sto per iniziare un telelavoro come operatore di chat (indicato nel contratto come freelance). Per emettere fattura è necessario che io faccia un'integrazione della mia partita iva, oppure devo fatturare con quella che ho già, o ancora posso compilare la fattura solo con codice fiscale?
Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che se lei ha dei redditi esigui per il telelavoro in chat fino a determinati limiti di redditi netti incassati nell'anno può emettere ricevute per prestazioni occasionali compiute e quindi può semplicemente usare il suo codice fiscale. Oltre determinate soglie di redditi netti incassati nell'anno deve attivare il codice ateco per l'attività inerente il telelavoro tramite chat e poi deve emettere fattura.


Buona giornata
emanuele emanuele da palermo pubblicato il 18/09/2019 alle 4:48 pm:
Salve, per una catena di produzione di bibite analcoliche, come imprenditore, mi è piu conveniente un fulltime con 3 turni di 8 ore oppure un partime di 4 turni di 6 ore?
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua richiesta le dico che il contratto a tempo pieno prevede 40 ore settimanali. Poi in generale le dico che due o più persone assunte con contratto a tempo parziale ha un costo maggiore rispetto a una sola persona assunta con contratto a tempo pieno considerando 40 ore settimanali.


Buona giornata
Elena Elena da Genova pubblicato il 16/09/2019 alle 12:36 pm:
Buongiorno,
ho partita IVA aperta e iscritta a registro VIES.
Ho ricevuto delle proposte di lavoro in Università in Francia, dove abito con una certa regolarità pur senza avervi ancora la residenza. Qui mi è richiesto - senza possibilità di deroga - di operare con una partita IVA francese, perché quelle estere non sono accettate dall'ateneo francese. Ho quindi aperto Partita IVA francese per poter accettare l'offerta di lavoro: devo chiudere quella italiana o posso mantenerle aperte entrambe?
Dovrò effettuare dichiarazione dei redditi in Italia, in Francia o in entrambi i Paesi?
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda lei può essere titolare di due partite IVA. Per la dichiarazione dei redditi lei dovrebbe farla nel paese dove ha centro dei propri affari e quindi, nel caso suo immagino sia cosi, 183 giorni in Francia. Per la convenzione che evita la doppia imposizione lei deve dichiarare i redditi in un solo paese (e qui si considera la Francia) incluso il reddito prodotto con la partita iva italiana.

Buona serata

dott. Gatti Domenico
ivana ivana da fossano pubblicato il 11/09/2019 alle 8:57 am:
Buongiorno
una ft di acquisto datata 27.12.18 ricevuta oggi 11.09.19 l'iva e il costo sono detraibili?
Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che le fatture emesse nel 2018 e però ricevute nel 2019 sono detraibili e deducibili nel 2019.


Buona serata

dott. Gatti Domenico
cristian cristian da mirano pubblicato il 04/09/2019 alle 5:35 pm:
buonasera volevo chiedere che tipo di aliquota iva si applica in una costruzione abitativa denominata casa del custode intestata e di propieta' della societa'
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che la società al momento della vendita dell'unità immobiliare risultando poi di proprietà del condominio anche se è destinata a essere abitazione principale del custode si applica l'iva al 10 %.


Buona sera

dott. Gatti Domenico
Giovanni Mucciarelli Giovanni Mucciarelli da Poggibonsi pubblicato il 13/08/2019 alle 12:08 pm:
Buongiorno,
In data 01/08/2019 mi è stata confermata pensione di vecchiaia per il raggiungimento dei 67 anni di età (luglio 2019). Alla domanda di pensione inoltrata il 2/05/2019 avevo allegato anche la richiesta di neutralizzazione delle ultime 256 settimane di contributi relativi a lavoro come dipendente.
La richiesta di neutralizzazione è stata fatta in ragione del cambiamento di lavoro e diminuzione dello stipendio iniziato il 6/02/2012 e terminato il 13/05/2018 come dipendente. A partire dal 15/05/2018 ho un contratto CO.CO.CO con contributi versati nella gestione separata.
La domanda di neutralizzazione non è stata accolta in quanto le sentenze relative alla possibilità di neutralizzazione parlano delle 260 settimane (quinquennio) precedenti alla data della pensione, nel mio caso si tratta delle ultime 256 settimane relative a lavoro come dipendete e contributi versati nel fondo FPLD. La data di maturazione della mia pensione eccede le 260 settimane ma trattandosi di due fondi separati, ho interpretato come possibile la sterilizzazione di tutto il periodo di minore retribuzione come lavoratore dipendente. Eliminando il periodo richiesto di sterilizzazione ho comunque maturato i requisiti per l'ottenimento della pensione.
Ho già fatto domanda di ricostituzione che è stata rigettata con esito: REIEZIONE PER MOTIVI AMMINISTRATIVI - MOTIVAZIONI NON CODIFICATE
Ci possono essere le condizioni per l'ottenimento della sterilizzazione?
I riferimenti che ho citato nella mia richiesta sono:
rioccupazione a retribuzione inferiore
SENTENZA N. 264 ANNO 1994 - CORTE COSTITUZIONALE
CIRCOLARE N. 52 INPS DIREZIONE CENTRALE PENSIONI DEL 20 FEBBRAIO 1995
SENTENZA N. 388 ANNO 1995 - CORTE COSTITUZIONALE
CIRCOLARE N. 133 INPS DIREZIONE CENTRALE PENSIONI DEL 12 GIUGNO 1997
MESSAGGIO INPS N. 12002 DEL 20-04-2006
ORDINANZA DEL TRIBUNALE DI RAVENNA N. 117 ANNO 2015 (GU N.25 DEL 24-6-2015)
disoccupazione indennizzata
SENTENZA N. 82 ANNO 2017 - CORTE COSTITUZIONALE
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione ed attendo con piacere una risposta.
Cordiali saluti.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che la possibilità di sterilizzazione dei periodi contributivi (situazione utilizzata nel caso della pensione calcolata, ritengo cosi sia il suo, secondo il sistema retributivo) attiene al massimo alle ultime 260 settimane prima della data di pensione. Il punto è che tale limite è un limite massimo non non un limite minimo quindi la sua richiesta di sterilizzazione delle ultime 256 settimane prima della data di pensione era legittima. Le consiglio, se è ancora in tempo, o di fare ricorso amministrativo oppure, se sono scaduti i termini, ricorso al giudice del lavoro. Se anche in tal caso sono scaduti i termini deve ripetere la domanda di ricostituzione e attendere; poi se c'è accoglimento bene altrimenti dopo fare ricorso amministrativo all'Inps e se anche qui avviene rigetto può presentare ricorso al giudice del lavoro.


Buona giornata

dott. Gatti Domenico
Claire Claire da milano pubblicato il 22/07/2019 alle 9:48 am:
Buongiorno,
sono lavoratrice dipendente e ho anche una partita iva regime forf. per i lavori da freelance.
Per una nuova collaborazione, saltuariamente potrei ricevere dagli Stati Uniti un bonifico (senza causale lavorativa) di 250 dollari.... devo comunque dichiararlo come reddito? c'è una soglia minima che mi permette di non doverlo dichiarare per non pagare le tasse su un importo che non corrisponde ad un vero e proprio lavoro?
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
buongiorno sono la moderatrice del forum.

Il nuovo regolamento prevede la suddivisione delle richieste per una gestione più fluida dei contenuti e soprattutto per dare precedenza a richieste che provengono da persone che non hanno ancora avviato attività.
Sarà comunque pubblicata ma non riceverà la risposta.

Le consulenze inoltre, ricordo che in questa sede e nelle altre con stessa modalità sono sempre gratuite ma per ovvi motivi le risposte non si avranno in tempi brevi.

Per ottenere risposte brevi c'è la consulenza a pagamento.


per il forum della consulenza gratuita per attività già avviate
Il link è il seguente:
https://dottcommgattidomenico.altervista.org/consulenza-online-gratuita-per-attivita-gia-avviate/
Riccardo Gatti Riccardo Gatti da Torino pubblicato il 20/07/2019 alle 12:40 am:
Salve, sto facendo uno stage all'estero per 6 mesi con stipendio lordo mensile di 2000 euro. Devo pagare le tasse anche in Italia?
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono GattI Domenico. In merito alla sua domanda le dico che se resta per almeno 183 giorni nell'anno 2019 fuori Italia e è in grado di dimostrare la sua permanenza li può dichiarare i redditi all'estero altrimenti li deve dichiarare in Italia. Comunque quando si dichiarano i redditi in un paese non si deve dichiarare gli stessi redditi in un altro paese.


Buona serata


dott. Gatti Domenico
RITA RITA da FABRIANO pubblicato il 10/07/2019 alle 4:38 pm:
Buongiorno Dott.Gatti,
sono proprietaria esclusiva di un appartamento locato a terzi sito in un condominio.Stanno per partire i lavori di ristrutturazione delle parti comuni e vorrei sapere se mio marito pensionato puo' fruire della detrazione del 50% per ristrutturazione condominiale al mio posto come convivente.Tengo a precisare che i versamenti richiesti dall'Amministratore saranno effettuati da un conto cointestato a me e mio marito.
Vorrei sapere quindi se ai fini della detrazione dei lavori condominiali sia richiesto necessariamente che l'appartamento sia a disposizione e se quindi il convivente puo' usufruire in questo caso della detrazione.
In caso affermativo il documento rilasciato dall'amministratore (attestante il versamento)deve essere intestato a mio marito che usufruirà della detrazione?
Grazie per l'attenzione e la consulenza
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla usa domanda le dico che la certificazione dei lavori per ristrutturazione rilasciata dal condomino deve essere rilasciata a suo marito con indicazione del fatto che lui ha sostenuta l'intera spesa.

Buona serata


dott. Gatti Domenico
Il commercialista online Il commercialista online pubblicato il 29/06/2019 alle 7:47 pm:
Buonasera sono la moderatrice della pagina, purtroppo siamo sempre impegnati con le scadenze fiscali; appena possibile pubblicheremo le risposte. Buona lettura a tutti.

Per preventivi gratuiti scrivere nel form apposito presente nella home oppure su messenger
Andrea Andrea da Padova pubblicato il 22/06/2019 alle 1:19 pm:
Salve, sto per partire col social media marketing advertising, devo dare una fattura al cliente? Non ho partita IVA.
Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che lei non ha partita iva aperta pertanto può solo consegnare note di prestazioni occasionali finora con determinati limiti di reddito.


Buona serata


dott. Gatti Domenico
Tamara Tamara da Varese pubblicato il 26/05/2019 alle 12:23 pm:
Buongiorno, avrei bisogno di un suggerimento in quanto la legge non impone % fisse, la suddetta é una decisione da prendere tra le parti, ma purtroppo navigo in alto mare non avendo un riferimento generico.
Ecco la situazione: sto per investire del capitale (all'estero) pari al 100% dell'investimento. Nello specifico si tratta dell'ampliamento di un hotel per l'aggiunta di camere separate e diverse da quelle già in essere e quindi facilmente documentabili. Il contratto che entrambe le parti hanno preso in considerazione è un contratto di cointeressenza impropria, quindi io non parteciperò né lavorativamente né ai rischi e alle spese, quest'ultime saranno a carico loro e si aggireranno intorno al 20%. Detto questo le 2 parti in che % dovrebbero dividersi gli utili di queste niove stanze? Avrei proprio bisogno di un parere. Ringrazio anticipatamente, saluti
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che avendo lei finanziato per intero l'investimento e loro occupandosi delle altre spese potreste stabilire una percentuale sugli utili per lei del 55 % mentre per l'altra parte il 45 % visto che quest'ultimo si occupa anche delle spese di attività.

Buona serata

dott. GattI Domenico
Paola Paola da Cuneo pubblicato il 23/05/2019 alle 10:54 am:
Buongiorno,
mia madre ha 78 anni e percepisce una pensione di € 6.590 annui. Non essendo soggetta a tassazione, è comunque possibile detrarre l'affitto e le spese sanitarie con il 730/19?
Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che se lei non ha ritenute sulla pensione le spese sanitarie non determinano nessun recupero di imposte Irpef tuttavia se compilato bene il quadro relativo alla presenza di un contratto di locazione lei può ottenere un credito di imposta pari a 300 € che viene rimborsato tramite 730 direttamente sulla pensione a agosto o settembre,


Buona serata

dott. Gatti Domenico
mario mario da roma pubblicato il 16/05/2019 alle 11:41 am:
salve, sono separato consensualmente da mia moglie alla quale spetta la casa di mia proprietà al 75% di Roma ed ai figli cosi' come da sentenza del giudice civile. Sono proprietario di un altro appartamento in provincia di Viterbo del quale ho la proprieta' del 18%. La mia domanda e' : dovro' cambiare la residenza per mforza maggiore, per la casa di Roma dovro' pagare lòe tasse come se fosse una seconda casa? Anche se sono stato allontanato dalla casa coniugale? E la casa in provincia di Viterbo se viene quindi considerata mia abitazione principale ora che e' stata emessa la sentenza per mio fratello che e' altro proprietario dovrà pagare le tasse per la sua quota? Praticamente cerco una soluzione per cecare di pagare in maniera piu' conveniene possibile dato che ho anche subito un danno economico. grazie rimango in attesa . mario
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico; in merito alla sua domanda le dico che per l'unità immobiliare assegnata alla sua ex moglie non si paga nulla poiché è stata assegnata alla sua ex moglie con cessione di usufrutto. Per l'unità immobiliare dove lei eleggerò residenza non paga niente lei secondo la sua quota mentre suo fratello paga IMU secondo la sua quota di proprietà.


Buona serata

dott. Gatti Domenico
Gennaro Gennaro da Napoli pubblicato il 16/05/2019 alle 10:11 am:
Buongiorno,

Sono un privato, senza partita Iva, senza società. Sto producendo un documentario e devo pagare il servizio di un Attore straniero (Inghilterra) da svolgere su territorio Italiano. L'attore è tutelato da un Agenzia Inglese la quale mi ha chiesto bonifico bancario sul loro conto corrente per poter pagare l'attore. Se effettuo il bonifico e ricevo fattura da loro, lei pensa che posso stare tranquillo legalmente?
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che lei paga una persona che emette regolare fattura. Va bene cosi non ha nulla da temere.


Buona serata


dott. Gatti Domenico
Erasmo Mazzeo Erasmo Mazzeo da Palermo pubblicato il 07/05/2019 alle 2:58 pm:
In data 26/03/2018 ho ricevuto dal MEF una somma (esente IVA e IRPEF) a titolo di indennizzo per "EQUA RIPARAZIONE LEGGE PINTO". Queste le mie domande: la somma ricevuta devo dichiararla nel Modello 730/2019? In caso di risposta affermativa, sotto quale voce? Cordiali saluti e sentiti ringraziamenti
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda nel caso di sentenza passata in giudicato con risarcimento per equa riparazione ex legge Pinto ai fini della imponibilità dell'importo si deve vedere (leggendo la sentenza) se emergono degli importi ottenuti a titolo di redditi perduti (lucro cessante); in tal caso tale quota è soggetta a imposizione e nel modello 730 2019 va inserito l'intero importo in questione al rigo D2 colonna 1 opzione 6 risarcimenti per perdite reddituali.


Buona serata

dott. Gatti Domenico
Vittorio Vittorio da napoli pubblicato il 02/05/2019 alle 10:08 pm:
Salve, per chi è stato costretto per mancanza di isee aggiornato a causa del lungo ponte festivo, ad aderire alla ben più onerosa rottamazione ter, pur avendo i requisiti per il saldo e stralcio, in caso di proroga dei termini, sarà possibile il passaggio dall'una all'altro?
Credo si tratti di un argomento di interesse generale, poiché conosco molte persone nelle medesime condizioni.
Ringrazio sentitamente.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda nell'ambito dello stesso intervallo temporale di condono lei non può passare da rottamazione ter a saldo e stralcio; al massimo d'ufficio agenzia entrate riscossione può passare il condono da saldo e stralcio a rottamazione ter se non ha i requisti per il saldo e stralcio. Tuttavia può passare a un saldo e stralcio se si riaprono i termini.

Buona serata

dott. Gatti Domenico
Jessica Jessica da Padova pubblicato il 20/04/2019 alle 5:34 pm:
La ringrazio di avermi risposto. Buona Pasqua
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Grazie. Spero che anche lei abbia passato una serena Pasqua.


Saluti


Dott. Gatti Domenico
sergio sergio da roma pubblicato il 15/04/2019 alle 3:47 pm:
Salve, mia zia vorrebbe vendere un posto macchina che possiede in altro condominio dal 1973. Può dirmi se su una tale transazione insiste un'imposta di qualche genere e in quale percentuale del ricavato? grazie anticipate per l'info, saluti
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono Gatti Domenico. In merito alla sua richiesta di consulenza le dico che nel caso di posti auto si deve distinguere se si tratta di posto auto pertinenziale alla prima casa per il compratore oppure no. Nel caso si tratti di posto auto pertinenziale alla prima casa l'imposta di registro è in misura del 2 % sul valore così calcolato

rendita catastale posto auto x 1,05 x 110

oppure un importo minimo di 1000 € più 50 € per imposta ipotecaria e catastale per un importo totale minimo di 1100 €. Nel caso di vendita di posto auto non pertinenziale alla prima casa per l’acquirente invece si paga il 9 % sul valore calcolato come segue

rendita catastale posto auto x 1,05 x 120

o importo minimo di 1000 € più 50 € per imposta ipotecaria e catastale per un totale minimo di 1100 € anche in questo caso. I requisiti per ottenere i benefici prima casa devono essere soddisfatti dal compratore e se non vengono rispettati l’Agenzia delle entrate, attraverso controlli che vengono spesso compiuti, può irrogare differenza di imposta di registro da pagare sanzioni e interessi e di fronte all’Agenzia delle entrate c’è responsabilità solidale tra venditore e compratore ai fini dell’assolvimento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Se le occorrono altre consulenze o intende essere assistito mi può telefonare al seguente numero di cellulare 3895559595 oppure mi può scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica [email protected] .


Saluti


Dott. Gatti Domenico
Jessica Jessica da Padova pubblicato il 15/04/2019 alle 11:57 am:
Buongiorno,
Mia figlia residente a Padova studia a Bologna e dorme presso la residenza universitaria ecclesistica“ Istituto Sacra Famiglia” posso scaricare dal 730euro 365 mensili?Faccio presente che Padova-Bologna distano più di 100 KM. La ringrazio anticipatamente

Cordiali saluti
Jessica Pizzolo
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. Sua figlia se ha un contratto di locazione o di ospitalità regolarmente registrato può detrarre gli importi pagati a titolo di canone di locazione. In base alla normativa vigente tuttavia è possibile detrarre fino al limite di 2.633 euro presumibilmente inferiore rispetto a quello che sua figlia paga come locazione in un intero anno (anche volendo non considerare i mesi estivi). Il limite della distanza minimo è di 100 chilometri e ubicazione in altra provincia. Nel caso di residenza in zone montane o disagiate per il 2017 e 2018 vale il limite della distanza minima di 50 chilometri anche nella stessa provincia di residenza. Ovviamente la detrazione spetta a lei se sua figlia è a a carico suo. Se le occorrono altre consulenze o assistenza continuativa mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595.

Saluti

dott. Gatti Domenico
gemma gemma da novara pubblicato il 08/04/2019 alle 10:57 pm:
Buonasera,
volevo sapere se un avvocato iscritto alla cassa che esercita anche l'attività di docente è obbligato all'iscrizione alla gestione separata dell'Inps per quanto attiene al versamento dei contributi.
Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che un avvocato che esercita la professione e paga i contributi alla cassa forense innanzitutto può insegnare solo materie giuridiche. Inoltre se insegna è esonerato dall'obbligo di iscrizione alla gestione separata dell'Inps se il reddito dichiarato è assoggettato interamente al calcolo dei contributi in riferimento alla cassa forense. Al massimo si può versare alla gestione separata contributo integrativo o di solidarietà.

Se le occorrono altre consulenze mi può telefonare al seguente numero di cellulare 3895559595.


Saluti


dott. Gatti Domenico
Bruna Bruna da Varese pubblicato il 05/04/2019 alle 6:05 pm:
Buonasera volevo gentilmente sapere avendo affittato il mio appartamento con cedolare secca al 21% nel mese di Giugno 2018 e dovendo pagare le tasse a giugno di quest'anno e giusto il calcolo che ho fatto:

Anno 2018 totale affitto € 2800 16 giugno 2019 saldo codice 1842 100% del dovuto.

Anno 2019 totale affitto €4800
16 giugno prima rata codice 1840 - 40 % sul 95% affitto
30 novembre seconda rata codice 1841 - 60% sul 95% affitto

Anno 2020 16 giugno saldo codice 1842 5% sul 100% dell'affitto anno 2019.
La ringrazio tantissimo per la sua gentilezza Bruna

Varese
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che le i a giugno 2019 deve pagare il saldo in soluzione piena e cioè il 21 % di 2800 € e cioè 588 € (codice tributo 1842). Questo se paga a giugno o prima della scadenza per lo 0,40 % in più. Poi come acconti 2019 paga sullo storico e non sul valore dell’anno in corso. Quindi da valore storico lei paga gli acconti calcolati sull’anno 2018 e cioè sui 2800 €. Ora poiché il primo acconto sarebbe di 223,44 € (codice tributo 1840) e cioè inferiore a 257,52 € allora si paga un unico acconto entro il 30/11/2019 e cioè il 21 % sul 95 % di 2800 e cioè 558,60 € (codice tributo 1841) poi il saldo sarà il 21 % di 4800 € (canone 2019) – acconto pagato (e cioè 558,60) e viene un saldo di 449,40 € (codice tributo 1842) da pagare a giugno 2020. Il metodo a valori storici è quello che si consiglia di usare poiché usare il metodo previsionale (considerare 4800 € di canone 2019) è pericoloso : se la previsione è errata e gli acconti a saldo risultano poi diversi si incorre in possibili sanzioni. Naturalmente poi quando i valori storici sono più bassi è anche più conveniente in termini di anticipazione di imposte adoperare il metodo storico.

Se le occorrono altre consulenze mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595.


Saluti

Dott. Gatti Domenico
Giovanni Giovanni da Crema pubblicato il 31/03/2019 alle 4:27 pm:
Buongiorno,
avrei bisogno di chiarimenti relativi agli obblighi fiscali riguardo interessi e capitali detenuti all'estero su piattaforme di P2P Lending.

Il funzionamento del sistema è il seguente:
-usando il codice personale si effettuano bonifici SEPA sul conto (Estero) della società che gestisce il sito,
-l'importo viene accreditato nell'area personale,
-si allocano i propri capitali in diverse attività di finanziamento finalizzate a costruzioni o ristrutturazioni
immobiliari (Estere),
-a scadenze prestabilite si percepiscono gli interessi patuiti,
-alla scadenza del prestito, il capitale viene restituito ed è possibile reinvestirlo o ritirarlo.

Sono un lavoratore dipendente e presento il Mod. 730.
Ho trovato alcune vaghi e generici riferimenti circa la necessità di compilare e presentare i Quadri RM , RT , RW ma sento la necessità di più precise indicazioni su come (e possibilmente Quanto) si debba pagare.

Grazie.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. in merito alla sua richiesta di informazioni le dico che l’adesione alle piattaforme P2P Lending comporta che si presta denaro all’estero e poi dopo un determinato tempo viene restituito con percezione di interessi. I proventi soggetti a imposta sono proprio tali interessi. Tuttavia dal 01/01/2018 è in vigore la nuova normativa che tassa tramite ritenuta a titolo di imposta (al 26 % ma secondo un errore normativo dovrebbe essere ancora al 20 %) l’importo degli interessi che lei incassa. Questo significa che lei quando riceve gli interessi in accredito sul suo conto corrente essi sono già tassati a titolo di imposta e non devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi. Prima, nel 2017 intendo, (solo per informazione) nel caso suo che compila il modello 730 i proventi andavano inseriti nel quadro D.
Tuttavia le dico questo. Se è vero che lei non deve compilare il quadro D tuttavia dopo che ha presentato il modello 730 successivamente deve compilare il modello redditi 2019 (anno 2018) completo di tutti i dati presenti nel modello 730 indicando che ha già percepito il rimborso e compilando in aggiunta e ad integrazione del modello 730 già presentato il quadro RW per inserire le informazioni relative alle attività estere da lei detenute (i prestiti compiuti all’estero si intende). Questo adempimento è obbligatorio alla luce del monitoraggio fiscale delle attività estere che si compie da anni. A questo punto aggiungo che se lei ha un credito conviene presentare il modello 730 cosi ottiene in busta il credito a luglio o agosto ma se ha un debito può presentare direttamente il modello redditi 2019 (anno 2018) e allora li compila anche il quadro RW. Il quadro RT riguarda plusvalenze finanziarie e non le interessano mentre il quadro RM riguarda redditi assoggettati a imposta sostitutiva ma altri tipi di redditi diversi da quello che qui consideriamo.

Se le occorrono altre consulenze mi può telefonare al numero di cellulare seguente 3895559595.


Saluti


Dott. Gatti Domenico
Tiziana Tiziana da Vaiano pubblicato il 29/03/2019 alle 12:13 pm:
Buongiorno,
vorrei un chiarimento sulla pace fiscale.
Sono DITTA INDIVIDUALE da quasi 7 anni e ho un ISEE al di sotto dei 20mila euro e dei contributi INPS arretrati di circa 2 anni di cui nello scorso 2018 ho richiesto la massima rateizzazione,in questo caso si può richiedere la pace fiscale?grazie,saluti
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono Gatti Domenico. Ho letto la sua domanda. Le dico che nel caso di rateazioni ordinarie già in essere di cartelle riferite a contributi Inps è possibile interrompere il pagamento del rateizzo e decadere e si può richiedere comunque il condono per saldo e stralcio. Preciso che nel caso della rottamazione ter invece la domanda può essere presentata su cartelle però a condizione che non si è decaduti dalla eventuale rateazione ordinaria in essere per quelle cartelle. Per ulteriori consulenze o se intende affidare al mio studio incarichi di servizi o se intende intraprendere un rapporto di collaborazione professionale mi può telefonare al seguente numero di cellulare 3895559595. Io seguo la contabilità e adempimenti amministrativi e fiscali di ditte e società e svolgo revisione legale dei conti. Ho sede in Napoli ma assisto clienti in tutta Italia.


Saluti


dott. Gatti Domenico
Franco Franco da Piacenza pubblicato il 28/03/2019 alle 9:14 pm:
Buonasera volevo affittare il mio appartamento...essendo disoccupato senza nessun reddito e più conveniente affittare con contratto ordinario a canone libero o con cedolare secca al 21%.
Grazie ancora
Franco
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono Gatti Domenico. Ho letto la sua domanda. Secondo la sua situazione lei deve presentare la dichiarazione dei redditi solo se supera un reddito da fabbricati annuo pari a 500 € altrimenti è esonerato. Poi le dico che sin dall'inizio nel caso di redditi da fabbricato (non avente valore storico) conviene optare per il regime della cedolare secca poiché si risparmiano 1,90% rispetto a imposte irpef e 2 % per imposta di registro annuale per un totale di 3,90 % su interno canone annuo. E più sale il canone più si risparmia poiché l'Irpef è progressiva. Di più se lei abita in un comune ad alta densità abitativa può attivare un contratto a canone concordato (con determinati importi secondo accordo sindacati inquilini e proprietari stipulato nel comune dove si trova l'unità immobiliare) in cedolare secca e pagherà addirittura il 10 % sul reddito da fabbricati e inoltre risparmia il 25 % su imu annuale da pagare per la stessa unità immobiliare in suo possesso che ha intenzione di fittare. Lei dove si trova ? io assisto clienti in tutta Italia. Per ulteriori consulenze o se intende intraprendere un rapporto di collaborazione mi puo' telefonare al numero 3895559595.

Saluti

dott. Gatti Domenico
ciro ciro da napoli pubblicato il 24/03/2019 alle 8:20 pm:
730-19 Come aggiungere una pagina al 730?? Ho avuto diverse spiegazioni, ma non si capisce come.
Ringrazio in anticipo
Ciro
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. Ai fini della presentazione del modello 730 d alcuni anni si procede andando al caf di riferimento, si portano i documenti e l'impiegato compila il modello e poi sottopone a lei la firma del modello. Dopo il caf trattiene la copia firmata da lei e le consegna come ricevuta di presentazione una copia con timbro e firma del responsabile del centro di raccolta stesso. (successivamente poi il caf le deve consegnare la ricevuta di trasmissione se lei la richiede). Pertanto lei non si deve preoccupare del numero di pagine che vanno compilate (solo per informazione in caso di compilazione di più righe aumentano i moduli relativi allo stesso quadro). In ogni caso io mi occupo di preparazione e presentazione modelli 730 2019. Se le occorre mi faccia sapere. Per contattarmi o per altre consulenze il mio numero di cellulare è 3895559595.


Saluti

dott. Gatti Domenico
Lucia Lucia da Caserta pubblicato il 10/03/2019 alle 11:46 am:
Salve. Vorrei acquistare un immobile ad uso abitativo il cui proprietario è una società immobiliare. L'immobile verrebbe da me acquistato per un importo inferiore alla sua rendita catastale rivalutata. L'agenzia immobiliare proprietaria vuole per forza applicare l'IVA alla vendita (invece dell'imposta di registro), per cui nel mio caso dovrei pagare il 4% (agevolazione prima casa) sul costo di vendita della casa. Nello specifico, acquisterei la casa per 40.000 Euro, pagando 1600 Euro di IVA, mentre il valore catastale ammonta a 67.100 Euro circa. Facendo dei calcoli, il "valore normale" stimato per l'immobile, in base ai dati OMI dell'ultimo semestre, stimerebbero il valore medio della casa intorno ai 145.000 Euro (valore incredibilmente alto, visto che l'immobile, di categoria A/4 in uno stabile antico, posto al 2° piano senza ascensore nel centro storico della città, che necessita di molti lavori di ristrutturazione). Il mio timore è quello di ricevere, in futuro, un accertamento fiscale per maggior valore, calcolato sullo scostamento tra il valore d'acquisto dichiarato e il valore normale dell'immobile. Mi è stato proposto, dall'agenzia immobiliare intermediaria, di allegare all'atto di compravendita una perizia giurata di un tecnico abilitato in cui viene dichiarato, stante le condizioni dell'immobile, che il suo valore effettivo è pari a quello di vendita. Inoltre, la società proprietaria dell'immobile si è offerta di stipulare un accordo privato in cui si dichiara responsabile per il 50% di eventuali somme dovute al fisco, in caso avvenisse davvero un accertamento fiscale e si fosse tenuti a dover pagare. Sono indecisa se accettare la proposta o meno, visto che avrei preferito pagare l'imposta di registro (sul valore catastale dell'immobile), in modo da essere tutelata. Purtroppo la società proprietaria non intende rendersi disponibile a tale soluzione, dichiarando di dover necessariamente vendere con applicazione IVA (anche se l'immobile, che la società ha acquistato da meno di un anno per 37.000 Euro da un privato, non l'ha nè costruito nè ristrutturato). La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi. Lucia
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. In riferimento a quanto detto le dico che se la società si rifiuta di applicare l’imposta di registro o può essere perché l’immobile è stato ultimato o ristrutturato da meno di 5 anni (o la società acquirente non ha abbastanza informazioni in merito) e allora non può applicare l’imposta di registro in alternativa all’IVA oppure intende procedere cosi per sua facoltà semplicemente (ma non rileva l’acquisto dello stesso da circa un anno). Questo costa di più in termini di imposta a lei ovviamente. In riguardo alla discordanza tra valore di cessione e valore OMI si inizia con l’osservare che la differenza può essere considerata, se pretesa a giusta ragione dall’agenzia delle entrate, come donazione con le normali conseguenze per imposte, sanzioni e interessi. In ogni caso il contribuente si può tutelare tramite una perizia giurata, come dice lei, in cui il tecnico proprio in virtù dei grandi lavori da fare valuta l’immobile non omogeneo rispetto ai valori OMI. Ovviamente un atto di accollo da parte della società immobiliare del 50 % dell’eventuale pretesa da parte dell’ufficio accertatore non può che essere un segnale di apertura da parte della società venditrice. Quello che aiuta molto, le dico, è la perizia giurata da parte del tecnico abilitato poiché in caso di accertamento renderebbe lo stesso accertamento eccepibile in modo fondato e con altissima probabilità di annullamento dell’atto di accertamento stesso. Si deve considerare che il valore di un immobile lo stabilisce comunque il mercato e la contrattazione : l’agenzia delle entrate non può stabilire a priori il valore di un immobile pertanto anche se esistono i valori OMI si deve sempre considerare la possibilità di situazioni particolari che rendono disomogeneo rispetto al valore medio di mercato il prezzo di vendita un determinato immobile. Inoltre aggiungo che gli accertamenti spesso scattano quando il valore di cessione è più basso addirittura del valore catastale e di meno per discordanza rispetto ai valori OMI. Per ulteriori consulenze mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595.


Saluti


Dott. Gatti Domenico
Gabriele Lo Cicero Gabriele Lo Cicero da Cuneo pubblicato il 19/02/2019 alle 9:30 am:
Salve, sono un fisioterapista libero professionista in regime forfettario e gestione separata INPS. Avrei intenzione di avviare un'attività parallela di organizzazione di eventi per singles. Aprirei un nuovo codice ATECO e farei la Comunicazione Unica, ma il dubbio è: a livello contributivo, essendo i coefficienti di redditività rispettivamente del 78% e del 67%, devo applicare qualche accortezza particolare? Grazie.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buona sera comincio dicendo che in sede di dichiarativo deve inserire i due codici attività con ricavi incassati e rispettivi coefficienti di redditività nel quadro LM. Per quanto riguarda l'attività di organizzazione di eventi si deve iscrivere alla gestione commercianti, segnalare il regime forfetario e risparmierà il 35 % sui contributi da pagare alla gestione commercianti. Per altre consulenze il mio numero di cellulare è 3895559595.

Saluti


dott. Gatti Domenico
rabi hdir rabi hdir da meda pubblicato il 13/02/2019 alle 3:06 pm:
Salve,
Chiedo informazioni in merito alla pace fiscale ( saldo e tralcio). Ho aderito alla rottamazione-bis e sto pagando una cartella con due rate ( la prima rata già pagata) la seconda da saldare entro il 28/02/2019.
Vorrei sapere se aderendo al saldo e stralcio, potrei rottamare l'ultima rata residua della rottmazione bis?
La prima rata mi potrebbe essere rimborsata?
il mio Isee non supera i 20.000 euro
grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. Quello che lei ha pagato non è rimborsabile. Poiché le sto scrivendo oggi 23/03/2019 quello che le dico ha valore relativo. Poteva sospendere comunque il pagamento dell'ultima rata e inserirlo o nella rottamazione ter oppure nel saldo e stralcio se era un tributo idoneo (avendo lei isee 2019 idoneo). Per ulteriori consulenze mi può telefonare al seguente numero di cellulare 3895559595.


Saluti

dott. Gatti Domenico
Angelo Angelo da Ragusa pubblicato il 12/02/2019 alle 10:18 am:
Salve, avevo una domanda da porvi:
Ho un immobile , dove devo istallare 4 condizionatori e un allarme, volevo usufruire delle agevolazioni fiscali del 50%.
Per usufruire di tale agevolazione devo presentare una CILA al Comune per ristrutturazione (che realmente non è).
Il mio dubbio :
Per quanto riguarda l'istallazione dei climatizzatori farò fare il lavoro di istallazione a un professionista che mi possa fare Fattura e certificazione, è previsto che lo possa istallare io? in quanto è un kit di facile istallazione e inserire nell'agevolazione solo il costo del Kit.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Per condizionatori esistono due tipi di agevolazioni : detrazioni per 65 % importo pagato in 10 rate in 10 anni in caso di sostituzione di condizionatori ad alto risparmio energetico (con comunicazione all'ENEA); oppure detrazione del 50 % in 10 rate in 10 anni con ristrutturazione e presentazione comunicazione inizio lavori non necessariamente asseverata (in riferimento a bonus arredi).
Se lei è in grado di istallare i condizionatori può istallarli lei e poi portare in detrazione solo il kit questo in entrambi i casi delle detrazioni al 50 % o al 65 %.

Se occorrono ulteriori informazioni mi può contattare al numero di cellulare 3895559595 oppure sull’indirizzo di posta elettronica [email protected] oppure su [email protected] .


Saluti


dott. Gatti Domenico
Joe Joe da Latina pubblicato il 05/02/2019 alle 9:12 am:
Grazie della sua cortese risposta molto esaustiva, però vorrei chiederle, sempre per l'attivtà di B&B ed essenso dipendente pubblico full time, se attittassi casa diversa dall'abitazione, potrei lo stesso fare questo tipo di attività? Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Il punto è la titolarità dell'attività. Se lei lo fa saltuariamente o, come si suol dire, occasionalmente lo può fare nella sua abitazione o in un'altro locale fittato. Anzi in altro locale si può determinare una presunzione di continuità a causa della continuità delle spese ma questo è un elemento che eventualmente in caso di verifica può essere sollevato e lo si può eccepire tranquillamente; la continuità dei costi non determina necessariamente la continuità dell'attività : potrebbe usare il locale fittato per uso anche privato e poi, quando capita, per attività di bed & breakfast . In caso di attività imprenditoriale sia in immobile adibito ad abitazione sia in locale fittato c'è incompatibilità con la sua posizione di dipendente pubblico full time.

Saluti


dott. Gatti Domenico
Joe Joe da Latina pubblicato il 24/01/2019 alle 12:09 pm:
Buongiorno, sono un dipendente pubblico, posso aprire un B&B? Grazie
Possibilmente potete inviarmi anche una email?
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
L'attività di bed and breakfast a differenza di quella di affittacamere può essere saltuaria e cioè non abituale; quindi non necessita di apertura di ditta individuale tuttavia occorre inviare la segnalazione di inizio attività (detta anche SCIA) al comune di riferimento e emissione di note di prestazioni occasionali quando la struttura viene utilizzata da clienti. In generale un attività commerciale (che ha carattere abituale) è incompatibile con una posizione di dipendente pubblico a tempo pieno (nel caso di part time si viene sanzionati di meno). In conclusioni è possibile continuare a svolgere l'attività di bed and breakfast senza entrare in conflitto con l'impiego pubblico solo se tale attività ha carattere di non abitualità. in pratica se si ha intenzione di aprire una ditta individuale ciò è incompatibile con il pubblico impiego.

Per eventuali ulteriori chiarimenti mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595 oppure, come da lei richiesto, il mio indirizzo di posta elettronica è [email protected] o anche [email protected] .


Saluti


dott. Gatti Domenico
Manuela Manuela da Milano pubblicato il 22/01/2019 alle 6:19 pm:
Buon Giorno, avrei bisogno di sapere come dovrò comportarmi per la presentazione dei documenti per il 730. Sino a Maggio 2018 ero proprietario di un immobile dal quale recuperavo, in sede di dichiarazione, le spese per intervento di recupero del patrimonio edilizio, e per l arredo dello stesso. In sede di preliminare di vendita è stato stabilito e scritto su scrittura privata che anche dopo la vendita il beneficiario dei rimborsi sarei stato io. La stessa dicitura è stata riportata sul rogito notarile. Ora nella nuova dichiarazione che documenti dovrò portare per certificare di essere ancora io il reale beneficiario?
Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Nel quadro RP della dichiarazione dei redditi vanno indicati gli importi come già inseriti l'anno precedente. Ovviamente la clausola secondo la quale le detrazioni continuano a spettare al venditore può essere presente nel contratto preliminare di vendita tuttavia deve essere presente o nel contratto di compravendita dell'immobile proprio oppure in una scrittura privata redatta presso notaio che menziona l'accordo come vigente sin dalla data di stipula del contratto di compravendita. Nel caso suo lei deve conservare copia del contratto di vendita dell'immobile registrato e copia in originale della scrittura privata redatta presso il notaio e se in futuro vengono compiuti controlli lei dovrà semplicemente esibire questi documenti e rendere evidente la clausola. Se le occorrono altri chiarimenti mi può telefonare al numero 3895559595.

Saluti

dott. Gatti Domenico
Fabrizio Fabrizio da Teramo pubblicato il 21/01/2019 alle 9:07 pm:
Salve, volevo un aiuto per quanto segue. Sono già socio di un'attività di tre persone al 33%. Posso aprire un'altra società per conto mio. Premetto che le due società non operano nello stesso settore. Che tipo di società mi consigliereste? Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Si certo lei può aprire una nuova società. Il fatto che non operi nello stesso settore è una questione che rileva solo in modo privatistico e civilistico tra la società già esistente e la nuova : potrebbe essere anche data liberatoria e operare nello stesso settore o sullo stesso territorio. Limiti possono essere posti in caso di incompatibilità ma questo solo se lei è dipendente in determinati ambiti della pubblica amministrazione. Se la società non ha particolari esigenze di capitalizzazione può aprire una srls con capitale sociale da 1 € a 9999,99 € e risparmia costi del notaio relativi alla costituzione di una srl ordinaria. Gli altri costi sono identici a partire dal fatto che anche la srls è obbligata alla tenuta della contabilità ordinaria. Se invece già sa che occorre capitalizzare la società oltre 10000 € allora conviene da subito la srl senza dover ripassare dal notaio per trasformare la srls in srl. Le società di persone le sconsiglio a causa della responsabilità personale che coinvolge tutti i soci nella snc e società semplici e i soci accomandatari nella sas. Se le occorrono altri chiarimenti mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595. Io ho studio in Napoli; tuttavia posso assistere clienti in tutta Italia.

Saluti

dott. Gatti Domenico
Francesca Francesca da Arezzo pubblicato il 18/01/2019 alle 1:07 pm:
Salve, vorrei sapere se è possibile emettere delle fatture con la mia partita iva per prestazioni che non rientrano nel mio primario campo di lavoro.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Se lei ha già una partita iva aperta e l'attività per cui deve fatturare o emettere prestazione ritiene di farla in modo più continuativo può aprire un nuovo codice attività (un nuovo ateco intendo) tramite pratica variazione partita iva (le consiglio di non farlo da sola però). E' importate poi valutare se si va soggetti a inps commercianti o artigiani e poi il regime se può essere forfetario o altri regimi agevolati. Ad ogni modo se si tratta di prestazione occasionale e è un'attività diversa dal codice attività già comunicato all'agenzia delle entrate va semplicemente emessa nota di prestazione occasionale (non si paga iva) con indicazione del reddito lordo e ritenuta di acconto del 20 % del reddito lordo se si tratta di prestazioni occasionali di natura non commerciale altrimenti se si tratta di provvigioni per vendite la ritenuta è dell'11,50 % del reddito lordo. Le prestazioni occasionali possono essere emesse fino a un limite che varia a seconda del tipo di prestazioni occasionali; per quelle non commerciali diciamo quelle normali il limite è di 6250 € in un anno solare. Per ulteriori chiarimenti mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595.

Saluti.

Dott. Gatti Domenico
Laura Laura da Treviso pubblicato il 15/01/2019 alle 6:37 pm:
Buona sera,
In riferimento al contratto di lavoro come operaio aiuto panettiere part time livello A2 volevo sapere se in merito alla malattia i primi tre giorni non vengono mai pagati dal datore di lavoro indipendentemente dalla durata.
Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
I primi 3 giorni di lavoro vengono pagati indipendentemente dalla durata della malattia. I primi 3 giorni devono essere pagati dal datore di lavoro e facendo riferimento al contratto collettivo applicato. Nel caso suo ai primi due eventi di malattia nell'anno solare viene corrisposto il 100 % della retribuzione lorda, Al terzo evento il 66 %, al quarto il 50 % e al quinto evento niente. In ogni caso dal quarto giorno paga l'Inps secondo date percentuali sulla retribuzione lorda e fino a determinati giorni. Se le occorre mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595 per ulteriori chiarimenti.

Saluti

dott. Gatti Domenico
Paola Paola da Napoli pubblicato il 22/11/2018 alle 12:07 pm:
Buongiorno,
sono una piccola artigiana, fino ad ora ho venduto in modo molto occasionale e ad una ristretta cerchia di persone. Vorrei però far crescere la mia attività e partecipare ad alcune fiere di settore in Inghilterra.
Se tutto andrà bene aprirò sicuramente p.iva, ma per il primo anno, non avendo mai sperimentato il mercato, sono costretta a limitare i rischi e le spese quanto più possibile. Volevo sapere quindi se anche i rapporti con i compratori esteri possono essere regolati tramite ritenuta d'acconto, se questa formula è riconosciuta in UK o eventualmente quale potrebbe essere l'equivalente.
Grazie in anticipo a chi potrà aiutarmi.
Paola
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Avendo, immagino, lei come centro dei propri affari l'Italia lei è soggetta alle leggi tributarie italiane. Inoltre se parliamo di prestazioni occasionali allora c'è la ritenuta d'acconto del 20 % (per provvigioni occasionali addirittura del 11,50 %) ma se si parla di artigianato e dunque vendita di prodotti compiuta in modo occasionale la ricevuta per vendita occasionale c'è ma la ritenuta d'acconto non c'è. La marca da bollo di 2 € si per ricevute che riportano importi uguali o superiori a 77,47 €. I limiti per le ricevute di vendite occasionali sono gli stessi di quelli per le altre ricevute. Questo vale in Italia come all'estero con acquirenti esteri e quindi anche nel caso del' Regno unito. Per altre informazioni mi può telefonare al seguente numero 3895559595. Le chiedo di inviarmi eventualmente il suo recapito poiché ricevo molte telefonate promozionali. Grazie.

Saluti

dott. Gatti Domenico
Barbara Barbara da Vercelli pubblicato il 11/11/2018 alle 2:08 pm:
Spett. commercialista on line

approfitterei della opportunità di una consulenza gratuita per esporre un mio problema: siamo nel campo dell'ispettorato del lavoro (ma temo anche fiscale).
In breve, ho deciso di rilevare una piccola rivendita di pane (focacce, dolci ecc) la cui proprietaria versa in cattive condizioni di salute e mi cederebbe questa rivendita a prezzo irrisorio.
Di comune accordo con la cedente, abbiamo stabilito 3-4 mesi “di prova” in cui mi sono fatta carico di tutte le spese inerenti l'esercizio, ma tenendomi gli incassi. Fatturazioni e quant'altro sono tutt'ora intestate alla cedente. In parole povere sono subentrata in tutto e per tutto nell'attività (spese e ricavi), ma NON risulto ancora a livello fiscale. Praticamente avrei lavorato in nero. Si era stabilito di perfezionare il subentro entro dicembre. Ma pochi giorni fa è arrivato un controllo da parte dell'ispettorato del lavoro e mi è stato detto che la situazione è “anomala”, richiedendo tutta la documentazione dell'attività della cedente da 3 mesi ad oggi. Verso quali problematiche potrei/potremmo andare incontro data questa situazione?
Ringraziando per l'attenzione porgo i miei più cordiali saluti
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
La situazione è che sin dal primo istante lei doveva entrare nell'attività in modo più tutelato e cioè con un contratto anche a tempo determinato con determinazione di un relativo periodo di prova iniziale. Con il primo accesso hanno sicuramente stilato un primo verbale. Poi il ritiro della documentazione degli ultimi tre mesi è perché al di la della prova della sua presenza data dal fatto che lei era li al momento del controllo stesso ora devono accertare da quanto tempo lei lavora li e in quale modalità. Potrebbe stare li anche da pochi giorni o da un mese : questo loro devono accertare e rileveranno per questo le documentazioni presentate a parte eventuali rilievi compiuti durante il sopralluogo stesso. Le sanzioni dipendono da quanti giorni di lavoro vengono accertati : fino a 30 giorni da 1500 a 9000 € ; da 30 a 60 giorni da 3000 a 18000 € e oltre 60 giorni da 6000 a 36000 €. In ogni caso con possibili riduzioni concesse dall'ispettore.

Veda quello che succede e poi se è il caso mi faccia sapere.

Se le occorre mi può anche telefonare sul seguente numero di cellulare 3895559595 o mi puo' scrivere una e-mail su [email protected] .

Io lavoro su Napoli ma mi sposto su tutta Italia e estero se occorre.

Saluti

dot. Gatti Domenico
Manuel Manuel da Latiano pubblicato il 05/11/2018 alle 4:57 pm:
Salve
Vorrei qualche informazione per quanto riguarda i costi di partita iva e della gestione fiscale per creare una linea di abbigliamento
Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera chiedo scusa per il ritardo ma sono stato molto impegnato.

Per creare una linea di abbigliamento si deve creare un marchio poi modelli di abbigliamento. A quel punto se si intende aprire un punto commerciale occorre aprire la partita iva, iscrizione alla camera di commercio, posizione inps e inail se ci sono dipendenti. Non occorrono requisiti per vendere prodotti di abbigliamento ma il negozio deve ottenere licenza asl e poi licenza di esercizio dal comune dove si trova. La partita iva puo' essere aperta in regime forfetario con 3,35 % di aliquota su ricavi incassati per i primi 5 anni se non si è mai svolta prima tale attività altrimenti il 10,05 % + per inps 2464,79 € + eccedenze in caso di fatturati oltre 15710 € all'anno. Questo se ci si mantiene sotto soglia di 30000 di ricavi incassati in un anno . Altrimenti si paga iva irpef e irap. Il costo per aprire partita iva è di 40 euro e poi c'è iscrizione alla camera di commercio che costa 100/150 € (si deve vedere).

Nel forfetario ci sono pochi adempimenti : in caso di assistenza mensile il costo è di 40 € poi si vede anche l'impegno che comporta. I 40 € sono inclusivi di adempimenti e dichiarazione dei redditi annuale e sono escluse altre pratiche extra. Se nel forfetario non c'è bisogno di assistenza mensile si paga un forfetario all'anno in sede di dichiarazione fiscale per circa 80/100 € a seconda delle fatture da considerare.

Se crei il marchio e vuoi creare un franchising allora si parla di costruire un contratto di franchising e creare un format legato al marchio e richiedere una royalty sul diritto d'uso del marchio per chi apre un negozio vendendo vestiti che provengono dalla tua linea di abbigliamento.


In regime ordinario (contabilità liquidazione iva dichiarazioni dei redditi ) il costo sale e si va sui 70 € al mese e poi a seconda del numero di fatture acquisti documenti vari corrispettivi e fatture di vendite da gestire.

Ad ogni modo io opero su Napoli e il mio numero di cellulare è 3895559595 oppure mi può inviare un messaggio sull'indirizzo di posta elettronica [email protected] .
Massimo A. Massimo A. da Lainate (MI) pubblicato il 29/10/2018 alle 8:56 pm:
Buonasera. Stiamo costituendo una società con socio finanziatore che acquisisce la nostra idea a patto di costituire una Srl. Stiamo sottoscrivendo una lettera di intenti e il socio ci chiede di non porre le diciture "socio ideatore" e "socio finanziatore". Essendo lui ipotetico socio al 51%, questa clausola può essere lesiva per noi? Ringrazio anticipatamente per la risposta.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
La srl prevede solo soci finanziatori a cui si possono aggiungere altre qualità ma questo non rileva ai fini societari. Lui non vuole questa dicitura di "socio ideatore" poiché significherebbe ammettere che siete voi gli ideatori e in futuro potreste far valere questo.

Potreste proteggere l'idea in vari modi. Un modo canonico è registrare l'invenzione o il modello o disegno (dipende da che si tratta) all'ufficio brevetti e marchi. Seconda possibilità altri accorgimenti con i quali in futuro è possibile provare che voi siete gli autori di quell'idea : deposito presso notaio di documenti disegni e altro oppure conservazione di file digitali con data certa oppure altre forme. Terza strada per difendervi da lui : lettera di intento in cui lui sostiene che gli ideatori siete voi : questo accordo va comunque registrato all'agenzia delle entrate altrimenti non ha valore. La forma più forte per difendere l'idea è l'ufficio brevetti perché in quel caso chiunque in futuro voglia dimostrare di avere avuto prima quella idea ha l'onere della prova e voi no.

La clausola socio al 51 % può essere lesiva perché tutte le deliberazioni che modificano aspetti importanti (richiedono 2/3) non le potete fare da soli. E' meglio equilibrare diversamente l'assetto societario se è possibile 1/3 lui e 2/3 voi. Con il 51 % si possono fare alcune modifiche : è opportuno che se lui vuole mantenere un peso sia 49 % lui e 51 % voi e poi non deve essere amministratore altrimenti se intendete fare determinate scelte societarie amministrativamente lui, se non le condivide, può ostacolarle poiché solo lui come amministratore ha il potere di trasmetterle alla camera di commercio; a quel punto dovreste aspettare la scadenza del mandato e nominarne un altro (revocare un amministratore è complicato si deve ricorrere al tribunale). Aggiungo che se lo nominate amministratore fatelo con un mandato a tempo un mandato con scadenza già stabilita; se il mandato è a tempo indeterminato si può solo revocarlo e è complicato revocarlo e si deve ricorrere al tribunale spesso.

Comunque io sono un commercialista e opero su Napoli. Mi occupo di societario, tributario, contabilità e operazioni straordinarie. Collaboro con varie realtà. Per ulteriori informazioni il mio numero di cellulare è 3895559595. Mi potete contattare anche sul seguente indirizzo e-mail [email protected] .


Saluti

dott. Gatti Domenico
Claudio Claudio da Perugia pubblicato il 29/10/2018 alle 4:22 pm:
Buonasera, il mio quesito è semplice. Sono infermiere per ente pubblico e ho il CUD, ora lavoro occasionalmente per L'associazione CROCE BIANCA, percepirò meno di 5000€, mi daranno il CUD anche loro...POi dovrò fare il 730? Guadagnando sui 32.000€ più o meno quando dovrò pagare?..approssimativamente...
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno chiedo scusa per il ritardo della risposta ma sono stato molto impegnato. La certificazione unica redditi per ente pubblico è già conguagliata; il punto è che aggiungendo prestazioni occasionali in quadro RL per 4800 € si sale di aliquota anche se avrai versato le ritenute di 960 € per i 4800. Secondo i calcoli (ho considerato 27200 da cud+4800 occasionali per un totale di 32000 €) si arriva un importo delle imposte irpef che è 6687 € + addizionale regionale di 650 € + addizionale comunale di 256 € meno tutte le ritenute della certificazione per ente pubblico già pagate. Qui faccio l'ipotesi che non hai detrazioni per spese sanitarie o di altro tipo da riportare. Poiché esce poi un saldo da pagare per il 2018 dovrai pagare anche gli acconti per il 2019 ma se prevedi di non fare altre prestazioni occasionali puoi evitare di pagare gli acconti e li fa inibire nella stessa compilazione del modello 730.

Ad ogni modo io opero su Napoli e preparo e invio modelli 730 ogni anno (oltre ad assistere ditte e società). Se le occorre assistenza o altra consulenza il mio numero di cellulare è 3895559595 oppure mi può inviare un messaggio sull'indirizzo di posta elettronica [email protected] .

Saluti

dott. Gatti Domenico
Giorgio Giorgio da Cosenza pubblicato il 23/09/2018 alle 5:09 pm:
Salve
Devo pagare un una pratica all agenzia delle entrate. Avevo richiesto una dilazione già accettata. Ora ci ho ripensato e vorrei pagare il bollettino Dell importo intero che mi era stato inviato a suo tempo. Posso farlo tranquillamente o devo segnalarlo all ufficio? Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Non capisco di quale pratica si tratti. Di solito le dilazioni riguardano le comunicazioni ai sensi 36 bis, ter o avvisi di accertamento. In tale caso se si intende pagare in unica soluzione si deve pagare entro 30 giorni dalla notifica dell'atto per i 36 bis e ter e 60 giorni per avvisi di accertamento. Se si tratta di un altro atto allora si deve pagare entro il termine stabilito dalla data di notifica dell'atto stesso. Non rileva la rateazione accettata. Naturalmente questo non riguarda le transazioni fiscali o gli accordi derivanti da istanze di mediazione.

Saluti

dott. Gatti Domenico
Cristina Cristina da perugia pubblicato il 10/09/2018 alle 12:00 pm:
Salve, io vorrei avere delle info..
Vorrei intraprendere il lavoro di amministratore di condominio.. e sapere quindi quali sarebbero le spese da affrontare una volta aperta la partita Iva.
La ringrazio in anticipo.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Intraprendere l’attività di amministratore di condominio e il regime forfetario

Per quanto riguarda gli amministratori di condominio per poter svolgere professionalmente l’attività occorre l'abilitazione presso un centro accreditato. Si potrebbe essere amministratori al massimo del condominio dove si è condomini. Nel caso si intenda svolgere l’attività in modo professionale occorre aprire la partita iva con il codice ATECO 68.32.00. Se nell'anno antecedente si è prodotto reddito complessivo (tra lavoro dipendente e autonomo) inferiore a 30.000 € è possibile considerare il regime forfetario. Nell’ambito di tale regime fiscale agevolato se l'attività non è mai stata svolta si paga come imposta sostitutiva solo il 5 % applicato all’86 % del fatturato incassato (dedotti i contributi previdenziali versati nell’anno di riferimento) e cioè il 4,3 % del fatturato incassato al netto dei contributi previdenziali versati nell’anno di riferimento. Dopo i primi 5 anni si paga il 15 % dell'86 % e cioè il 12,90 € del fatturato incassato al netto dei contributi versati nell’anno di riferimento. Non si devono superare i 25.000 € di fatturato altrimenti si entra nel regime ordinario.
Il regime forfetario è un regime naturale : questo significa che non è dovuta nessuna comunicazione all’Agenzia delle entrate per aderirvi. Non è un regime temporaneo, è il regime normale per chi ha fatturato annuo incassato inferiore ai 25000 € e si entra nel regime ordinario solo se si supera tale soglia e si pagano a quel punto Irpef IVA e Irap.

In riguardo ai contributi previdenziali gli amministratori non avendo una cassa previdenziale di riferimento sono obbligati a versare i contributi alla gestione separata Inps. L’importo dei contributi Inps da pagare è pari al 25,72 € dell’86 % del fatturato incassato. Il regime forfetario da diritto a una riduzione al 65 % del 25,72 % e cioè al 16,72 % come aliquota relativa al pagamento dei contributi Inps. Per esempio se si ha un fatturato annuo incassato di 10000 € si pagheranno come contributi il 16,72 % di 8600 € e cioè 1.437,92 €. Per avere tale riduzione si deve operare la segnalazione all'Inps dell’opzione per il regime forfetario ogni anno entro 28 febbraio. L’agevolazione del 5 % dell’imposta sostitutiva è valida per 5 anni tuttavia dopo il regime forfetario continua se non è stata superata la soglia di fatturato incassato pari a 25000 € annui. Per chi già ha intrapreso in precedenza quella attività o contigue allora si paga un imposta sostitutiva pari al 15 % del 86 % del fatturato.
Alexandre Alexandre da Perugia pubblicato il 04/09/2018 alle 12:01 pm:
salve. come volevo aprire negozio online e vendere articoli tramite Dropshipping. volevo chiedere i costi per apertura Partita Iva,quanto devo pagare a camera di commercio, Inps e ecc.. se posso vendere anche senza P.IVA. ( dicono fino 5000 al anno) lo sentito che si puo fare FORFETTARIA . e come devo procedere per avviare attivita e risparmiare. GRAZIE
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
L'attività di dropshipping richiede apertura di partita iva e iscrizione alla camera di commercio. Non occorre REC o RAC ma solo suap camerale ovvero segnalazione inizio attività al comune di riferimento.

Se si attiva il regime forfettario si paga (se non è mai stata volta tale attività) sotto il 5 % del fatturato per 5 anni e poi intorno all'11 % del fatturato seguendo determinati parametri relativi a volume di affari e valore beni strumentali e dipendenti.

L'aspetto positivo è che si dovrebbero pagare come contributi fissi 3800 € alla cassa commercianti ma con il regime forfetario si paga solo il 65 % di di 3800 € e cioè 2465 €

Anche se per la vendita occasionale non esiste un parametro inequivocabilmente determinato il limite da considerare è quello dei 5000 € annui. Inoltre si dovrebbe evitare la sistematicità nelle vendite.

L'apertura di partita iva costa 40 € poi la pratica camerale ha un costo pari a circa 150 o 170 € e può oscillare a causa di aggiornamenti per diritti e bolli. Se è interessato o vuole altri chiarimenti il mio numero di cellulare è 3895559595.



Saluti
dott. Gatti Domenico

 

 

 

 

16 Risposte a “CONSULENZA ON LINE GRATUITA”

  1. Buongiorno, sono libera professionista gestione separata Inps in regime forfettario; per poter accedere al bonus Inps di Maggio di 1000€ devo autocertificare di aver avuto un calo del 33% nel reddito del secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo 2019.
    Visto che vorrei essere sicura di aver avuto questo calo, volevo sapere come poter calcolare questo reddito.
    Grazie.

    1. Buonasera. Sono il dott. Gatti Domenico. Per calcolare la riduzione in percentuale del reddito tra II bimestre 2020 rispetto al II bimestre 2019 deve operare il seguente calcolo : visto che si trova nel regime forfetario deve sottrarre al suo fatturato prodotto nel II bimestre 2020 il fatturato prodotto nel II bimestre 2019. L’importo risultante deve essere negativo altrimenti non si è avuto calo. A questo punto si divide l’importo risultante per il fatturato prodotto nel II bimestre 2019 e si moltiplica per 100. Se tale importo è inferiore o uguale al 33 % allora si può richiedere il bonus maggio 23020 pari a 1000 €. Ho parlato di fatturato nel suo caso poiché sta nel regime forfetario l’abbattimento secondo il coefficiente di redditività è ininfluente ai fini del calcolo della riduzione di redditività espressa in termini percentuali.

      Buona serata

      dott. Gatti Domenico

  2. Salve,
    Dovrei cambiare la pavimentazione delle piastrelle in terrazza di casa e dovrei sostituirle con delle nuove, previa rimozione di quelle attuali .
    Ho letto che potrei usufruire della detrazione fiscale del 50% per questo tipo di lavoro (includendo l’ acquisto delle nuove piastrelle).
    Non sono pero’ sicuro se per usufruire di questo sgravio fiscale devo solo compilare i bonifici online scegliendo la dicitura ‘per agevolazione fiscale’ e immettendo partita Iva e numero di fattura che mi verranno date negli appositi spazi oppure devo seguire un iter più complesso (per esempio comunicazione del lavoro al SUE o altro).
    RingraziandoLa in anticipo per il suo tempo e la sua gentilezza,

    1. Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. in merito alla sua domanda le dico che lei deve richiedere le fatture di lavori e pagare tramite bonifico per ristrutturazioni. Poi non deve fare altro.

      Buona serata

      dott. Gatti Domenico

  3. Buonasera, devo aprire una partita iva forfettaria come tecnico informatico con la possibilità di vendere e fatturare anche il materiale utilizzato per le riparazioni.
    Occorre essere inscritto alla camera di commercio per la vendita?
    Mi spiegate la prassi, occorre prima iscriversi alla camera di commercio e poi aprire partita iva?
    A tutto ciò aggiungo che sto usufruendo della NASPI quindi mi cofermate che il mio fatturato non deve superare i 4.800 € annui?
    Grazie

    1. Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che per intraprendere l’attività indicata deve aprire la partita IVA per erogazione di servizi di consulenza nell’ambito delle tecnologie dell’informatica e vendita di materiali per riparazioni. Successivamente deve iscriversi alla camera di commercio e alla gestione commercianti dell’Inps. Dopo deve inviare comunicazione all’Inps che opta per il forfetario. In tal caso pagherà il 65 % dei contributi Inps calcolati per l’anno di riferimento. In merito alla dichiarazione dei redditi per l’anno in cui apre la partita IVA per il semplice fatto di aver aperto la partita IVA anche se non fattura da allora in poi e fino all’anno di cessazione della partita IVA dovrà presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi. Sulla NASPI le imposte saranno conguagliate dall’INPS a fine anno. In riguardo all’attività autonoma essendo soggetta a regime forfetario dovrà pagare l’imposta sostitutiva; l’imposta sostitutiva si calcolerà sui ricavi totali incassati nell’anno di riferimento per le due attività sopra indicate di servizi di consulenza nell’ambito delle tecnologie dell’informatica e vendita di materiali per riparazioni. C’è da segnalare che comunque si deve comunicare all’INPS entro un dato tempo l’inizio dell’attività. Nel caso in cui si percepisce un reddito netto da attività autonoma compreso tra 0 e 4800 € dalla data di apertura partita IVA fino alla fine del periodo della NASPI si avrà diritto a un indennità ridotta della NASPI pari all’80 % dell’importo stabilito. Se però nell’anno di riferimento come reddito netto da attività autonoma lei percepisce più di 4800 euro si perde il diritto a percepire la NASPI da quell’anno in poi. In tal caso si dovrà procedere a restituire le somme relative alla NASPI percepite da quel determinato anno senza diritto.

      Buona serata

  4. Salve, mi chamo Antonella, vorrei avere delucidazioni sulla mia situazione lavorativa fiscale.
    Avendo percepito nell’anno 2019 3 CUD:
    1: lavoro dipendente presso agenzia lavorativa
    2: lavoro autonomo “contratto di collaboratore sportivo”
    3: Naspi
    ho superato la soglia dei 10000€ annui (11.600). La mia domanda è: c’è un modo per non fare dichiarazione dei redditi?
    Grazie in anticipo per la risposta

    1. Buona sera sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda nel caso di piu’ modelli di certificazione unica l’unico modo in cui si possa evitare di dover presentare la dichiarazione dei redditi è che l’ultimo datore di lavoro tenga conto degli altri redditi e conguagli le imposte complessive che lei deve pagare considerando tutti e tre i modelli di certificazione unica. Tale situazione è difficile da praticare. Pertanto le dico che con ogni probabilità dovrà presentare la dichiarazione dei redditi.

      Buona serata

I commenti sono chiusi.