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9 messaggi.
Paola Paola da Napoli pubblicato il 22/11/2018 alle 12:07 pm:
Buongiorno,
sono una piccola artigiana, fino ad ora ho venduto in modo molto occasionale e ad una ristretta cerchia di persone. Vorrei però far crescere la mia attività e partecipare ad alcune fiere di settore in Inghilterra.
Se tutto andrà bene aprirò sicuramente p.iva, ma per il primo anno, non avendo mai sperimentato il mercato, sono costretta a limitare i rischi e le spese quanto più possibile. Volevo sapere quindi se anche i rapporti con i compratori esteri possono essere regolati tramite ritenuta d'acconto, se questa formula è riconosciuta in UK o eventualmente quale potrebbe essere l'equivalente.
Grazie in anticipo a chi potrà aiutarmi.
Paola
Barbara Barbara da Vercelli pubblicato il 11/11/2018 alle 2:08 pm:
Spett. commercialista on line

approfitterei della opportunità di una consulenza gratuita per esporre un mio problema: siamo nel campo dell'ispettorato del lavoro (ma temo anche fiscale).
In breve, ho deciso di rilevare una piccola rivendita di pane (focacce, dolci ecc) la cui proprietaria versa in cattive condizioni di salute e mi cederebbe questa rivendita a prezzo irrisorio.
Di comune accordo con la cedente, abbiamo stabilito 3-4 mesi “di prova” in cui mi sono fatta carico di tutte le spese inerenti l'esercizio, ma tenendomi gli incassi. Fatturazioni e quant'altro sono tutt'ora intestate alla cedente. In parole povere sono subentrata in tutto e per tutto nell'attività (spese e ricavi), ma NON risulto ancora a livello fiscale. Praticamente avrei lavorato in nero. Si era stabilito di perfezionare il subentro entro dicembre. Ma pochi giorni fa è arrivato un controllo da parte dell'ispettorato del lavoro e mi è stato detto che la situazione è “anomala”, richiedendo tutta la documentazione dell'attività della cedente da 3 mesi ad oggi. Verso quali problematiche potrei/potremmo andare incontro data questa situazione?
Ringraziando per l'attenzione porgo i miei più cordiali saluti
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
La situazione è che sin dal primo istante lei doveva entrare nell'attività in modo più tutelato e cioè con un contratto anche a tempo determinato con determinazione di un relativo periodo di prova iniziale. Con il primo accesso hanno sicuramente stilato un primo verbale. Poi il ritiro della documentazione degli ultimi tre mesi è perché al di la della prova della sua presenza data dal fatto che lei era li al momento del controllo stesso ora devono accertare da quanto tempo lei lavora li e in quale modalità. Potrebbe stare li anche da pochi giorni o da un mese : questo loro devono accertare e rileveranno per questo le documentazioni presentate a parte eventuali rilievi compiuti durante il sopralluogo stesso. Le sanzioni dipendono da quanti giorni di lavoro vengono accertati : fino a 30 giorni da 1500 a 9000 € ; da 30 a 60 giorni da 3000 a 18000 € e oltre 60 giorni da 6000 a 36000 €. In ogni caso con possibili riduzioni concesse dall'ispettore.

Veda quello che succede e poi se è il caso mi faccia sapere.

Se le occorre mi può anche telefonare sul seguente numero di cellulare 3895559595 o mi puo' scrivere una e-mail su [email protected] .

Io lavoro su Napoli ma mi sposto su tutta Italia e estero se occorre.

Saluti

dot. Gatti Domenico
Manuel Manuel da Latiano pubblicato il 05/11/2018 alle 4:57 pm:
Salve
Vorrei qualche informazione per quanto riguarda i costi di partita iva e della gestione fiscale per creare una linea di abbigliamento
Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera chiedo scusa per il ritardo ma sono stato molto impegnato.

Per creare una linea di abbigliamento si deve creare un marchio poi modelli di abbigliamento. A quel punto se si intende aprire un punto commerciale occorre aprire la partita iva, iscrizione alla camera di commercio, posizione inps e inail se ci sono dipendenti. Non occorrono requisiti per vendere prodotti di abbigliamento ma il negozio deve ottenere licenza asl e poi licenza di esercizio dal comune dove si trova. La partita iva puo' essere aperta in regime forfetario con 3,35 % di aliquota su ricavi incassati per i primi 5 anni se non si è mai svolta prima tale attività altrimenti il 10,05 % + per inps 2464,79 € + eccedenze in caso di fatturati oltre 15710 € all'anno. Questo se ci si mantiene sotto soglia di 30000 di ricavi incassati in un anno . Altrimenti si paga iva irpef e irap. Il costo per aprire partita iva è di 40 euro e poi c'è iscrizione alla camera di commercio che costa 100/150 € (si deve vedere).

Nel forfetario ci sono pochi adempimenti : in caso di assistenza mensile il costo è di 40 € poi si vede anche l'impegno che comporta. I 40 € sono inclusivi di adempimenti e dichiarazione dei redditi annuale e sono escluse altre pratiche extra. Se nel forfetario non c'è bisogno di assistenza mensile si paga un forfetario all'anno in sede di dichiarazione fiscale per circa 80/100 € a seconda delle fatture da considerare.

Se crei il marchio e vuoi creare un franchising allora si parla di costruire un contratto di franchising e creare un format legato al marchio e richiedere una royalty sul diritto d'uso del marchio per chi apre un negozio vendendo vestiti che provengono dalla tua linea di abbigliamento.


In regime ordinario (contabilità liquidazione iva dichiarazioni dei redditi ) il costo sale e si va sui 70 € al mese e poi a seconda del numero di fatture acquisti documenti vari corrispettivi e fatture di vendite da gestire.

Ad ogni modo io opero su Napoli e il mio numero di cellulare è 3895559595 oppure mi può inviare un messaggio sull'indirizzo di posta elettronica [email protected] .
Massimo A. Massimo A. da Lainate (MI) pubblicato il 29/10/2018 alle 8:56 pm:
Buonasera. Stiamo costituendo una società con socio finanziatore che acquisisce la nostra idea a patto di costituire una Srl. Stiamo sottoscrivendo una lettera di intenti e il socio ci chiede di non porre le diciture "socio ideatore" e "socio finanziatore". Essendo lui ipotetico socio al 51%, questa clausola può essere lesiva per noi? Ringrazio anticipatamente per la risposta.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
La srl prevede solo soci finanziatori a cui si possono aggiungere altre qualità ma questo non rileva ai fini societari. Lui non vuole questa dicitura di "socio ideatore" poiché significherebbe ammettere che siete voi gli ideatori e in futuro potreste far valere questo.

Potreste proteggere l'idea in vari modi. Un modo canonico è registrare l'invenzione o il modello o disegno (dipende da che si tratta) all'ufficio brevetti e marchi. Seconda possibilità altri accorgimenti con i quali in futuro è possibile provare che voi siete gli autori di quell'idea : deposito presso notaio di documenti disegni e altro oppure conservazione di file digitali con data certa oppure altre forme. Terza strada per difendervi da lui : lettera di intento in cui lui sostiene che gli ideatori siete voi : questo accordo va comunque registrato all'agenzia delle entrate altrimenti non ha valore. La forma più forte per difendere l'idea è l'ufficio brevetti perché in quel caso chiunque in futuro voglia dimostrare di avere avuto prima quella idea ha l'onere della prova e voi no.

La clausola socio al 51 % può essere lesiva perché tutte le deliberazioni che modificano aspetti importanti (richiedono 2/3) non le potete fare da soli. E' meglio equilibrare diversamente l'assetto societario se è possibile 1/3 lui e 2/3 voi. Con il 51 % si possono fare alcune modifiche : è opportuno che se lui vuole mantenere un peso sia 49 % lui e 51 % voi e poi non deve essere amministratore altrimenti se intendete fare determinate scelte societarie amministrativamente lui, se non le condivide, può ostacolarle poiché solo lui come amministratore ha il potere di trasmetterle alla camera di commercio; a quel punto dovreste aspettare la scadenza del mandato e nominarne un altro (revocare un amministratore è complicato si deve ricorrere al tribunale). Aggiungo che se lo nominate amministratore fatelo con un mandato a tempo un mandato con scadenza già stabilita; se il mandato è a tempo indeterminato si può solo revocarlo e è complicato revocarlo e si deve ricorrere al tribunale spesso.

Comunque io sono un commercialista e opero su Napoli. Mi occupo di societario, tributario, contabilità e operazioni straordinarie. Collaboro con varie realtà. Per ulteriori informazioni il mio numero di cellulare è 3895559595. Mi potete contattare anche sul seguente indirizzo e-mail [email protected] .


Saluti

dott. Gatti Domenico
Claudio Claudio da Perugia pubblicato il 29/10/2018 alle 4:22 pm:
Buonasera, il mio quesito è semplice. Sono infermiere per ente pubblico e ho il CUD, ora lavoro occasionalmente per L'associazione CROCE BIANCA, percepirò meno di 5000€, mi daranno il CUD anche loro...POi dovrò fare il 730? Guadagnando sui 32.000€ più o meno quando dovrò pagare?..approssimativamente...
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno chiedo scusa per il ritardo della risposta ma sono stato molto impegnato. La certificazione unica redditi per ente pubblico è già conguagliata; il punto è che aggiungendo prestazioni occasionali in quadro RL per 4800 € si sale di aliquota anche se avrai versato le ritenute di 960 € per i 4800. Secondo i calcoli (ho considerato 27200 da cud+4800 occasionali per un totale di 32000 €) si arriva un importo delle imposte irpef che è 6687 € + addizionale regionale di 650 € + addizionale comunale di 256 € meno tutte le ritenute della certificazione per ente pubblico già pagate. Qui faccio l'ipotesi che non hai detrazioni per spese sanitarie o di altro tipo da riportare. Poiché esce poi un saldo da pagare per il 2018 dovrai pagare anche gli acconti per il 2019 ma se prevedi di non fare altre prestazioni occasionali puoi evitare di pagare gli acconti e li fa inibire nella stessa compilazione del modello 730.

Ad ogni modo io opero su Napoli e preparo e invio modelli 730 ogni anno (oltre ad assistere ditte e società). Se le occorre assistenza o altra consulenza il mio numero di cellulare è 3895559595 oppure mi può inviare un messaggio sull'indirizzo di posta elettronica [email protected] .

Saluti

dott. Gatti Domenico
Giorgio Giorgio da Cosenza pubblicato il 23/09/2018 alle 5:09 pm:
Salve
Devo pagare un una pratica all agenzia delle entrate. Avevo richiesto una dilazione già accettata. Ora ci ho ripensato e vorrei pagare il bollettino Dell importo intero che mi era stato inviato a suo tempo. Posso farlo tranquillamente o devo segnalarlo all ufficio? Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Non capisco di quale pratica si tratti. Di solito le dilazioni riguardano le comunicazioni ai sensi 36 bis, ter o avvisi di accertamento. In tale caso se si intende pagare in unica soluzione si deve pagare entro 30 giorni dalla notifica dell'atto per i 36 bis e ter e 60 giorni per avvisi di accertamento. Se si tratta di un altro atto allora si deve pagare entro il termine stabilito dalla data di notifica dell'atto stesso. Non rileva la rateazione accettata. Naturalmente questo non riguarda le transazioni fiscali o gli accordi derivanti da istanze di mediazione.

Saluti

dott. Gatti Domenico
Cristina Cristina da perugia pubblicato il 10/09/2018 alle 12:00 pm:
Salve, io vorrei avere delle info..
Vorrei intraprendere il lavoro di amministratore di condominio.. e sapere quindi quali sarebbero le spese da affrontare una volta aperta la partita Iva.
La ringrazio in anticipo.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Intraprendere l’attività di amministratore di condominio e il regime forfetario

Per quanto riguarda gli amministratori di condominio per poter svolgere professionalmente l’attività occorre l'abilitazione presso un centro accreditato. Si potrebbe essere amministratori al massimo del condominio dove si è condomini. Nel caso si intenda svolgere l’attività in modo professionale occorre aprire la partita iva con il codice ATECO 68.32.00. Se nell'anno antecedente si è prodotto reddito complessivo (tra lavoro dipendente e autonomo) inferiore a 30.000 € è possibile considerare il regime forfetario. Nell’ambito di tale regime fiscale agevolato se l'attività non è mai stata svolta si paga come imposta sostitutiva solo il 5 % applicato all’86 % del fatturato incassato (dedotti i contributi previdenziali versati nell’anno di riferimento) e cioè il 4,3 % del fatturato incassato al netto dei contributi previdenziali versati nell’anno di riferimento. Dopo i primi 5 anni si paga il 15 % dell'86 % e cioè il 12,90 € del fatturato incassato al netto dei contributi versati nell’anno di riferimento. Non si devono superare i 25.000 € di fatturato altrimenti si entra nel regime ordinario.
Il regime forfetario è un regime naturale : questo significa che non è dovuta nessuna comunicazione all’Agenzia delle entrate per aderirvi. Non è un regime temporaneo, è il regime normale per chi ha fatturato annuo incassato inferiore ai 25000 € e si entra nel regime ordinario solo se si supera tale soglia e si pagano a quel punto Irpef IVA e Irap.

In riguardo ai contributi previdenziali gli amministratori non avendo una cassa previdenziale di riferimento sono obbligati a versare i contributi alla gestione separata Inps. L’importo dei contributi Inps da pagare è pari al 25,72 € dell’86 % del fatturato incassato. Il regime forfetario da diritto a una riduzione al 65 % del 25,72 % e cioè al 16,72 % come aliquota relativa al pagamento dei contributi Inps. Per esempio se si ha un fatturato annuo incassato di 10000 € si pagheranno come contributi il 16,72 % di 8600 € e cioè 1.437,92 €. Per avere tale riduzione si deve operare la segnalazione all'Inps dell’opzione per il regime forfetario ogni anno entro 28 febbraio. L’agevolazione del 5 % dell’imposta sostitutiva è valida per 5 anni tuttavia dopo il regime forfetario continua se non è stata superata la soglia di fatturato incassato pari a 25000 € annui. Per chi già ha intrapreso in precedenza quella attività o contigue allora si paga un imposta sostitutiva pari al 15 % del 86 % del fatturato.
Alexandre Alexandre da Perugia pubblicato il 04/09/2018 alle 12:01 pm:
salve. come volevo aprire negozio online e vendere articoli tramite Dropshipping. volevo chiedere i costi per apertura Partita Iva,quanto devo pagare a camera di commercio, Inps e ecc.. se posso vendere anche senza P.IVA. ( dicono fino 5000 al anno) lo sentito che si puo fare FORFETTARIA . e come devo procedere per avviare attivita e risparmiare. GRAZIE
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
L'attività di dropshipping richiede apertura di partita iva e iscrizione alla camera di commercio. Non occorre REC o RAC ma solo suap camerale ovvero segnalazione inizio attività al comune di riferimento.

Se si attiva il regime forfettario si paga (se non è mai stata volta tale attività) sotto il 5 % del fatturato per 5 anni e poi intorno all'11 % del fatturato seguendo determinati parametri relativi a volume di affari e valore beni strumentali e dipendenti.

L'aspetto positivo è che si dovrebbero pagare come contributi fissi 3800 € alla cassa commercianti ma con il regime forfetario si paga solo il 65 % di di 3800 € e cioè 2465 €

Anche se per la vendita occasionale non esiste un parametro inequivocabilmente determinato il limite da considerare è quello dei 5000 € annui. Inoltre si dovrebbe evitare la sistematicità nelle vendite.

L'apertura di partita iva costa 40 € poi la pratica camerale ha un costo pari a circa 150 o 170 € e può oscillare a causa di aggiornamenti per diritti e bolli. Se è interessato o vuole altri chiarimenti il mio numero di cellulare è 3895559595.



Saluti
dott. Gatti Domenico

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1 Commento su “CONSULENZA ONLINE GRATUITA”

  1. Buonasera devo fare la permuta del mio garage con un altro garage di proprietà della ditta costruttrice. Premetto che il mio garage lo avevo acquistato insieme all’abitazione principale quindi avevo pagato iva al 4 % perché pertinenza. La permuta verrà fatta per pari importo ma il costruttore mi deve fatturare l’iva. Io potrò recuperare quell’iva? Grazie

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