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33 messaggi.
mario mario da roma pubblicato il 16/05/2019 alle 11:41 am:
salve, sono separato consensualmente da mia moglie alla quale spetta la casa di mia proprietà al 75% di Roma ed ai figli cosi' come da sentenza del giudice civile. Sono proprietario di un altro appartamento in provincia di Viterbo del quale ho la proprieta' del 18%. La mia domanda e' : dovro' cambiare la residenza per mforza maggiore, per la casa di Roma dovro' pagare lòe tasse come se fosse una seconda casa? Anche se sono stato allontanato dalla casa coniugale? E la casa in provincia di Viterbo se viene quindi considerata mia abitazione principale ora che e' stata emessa la sentenza per mio fratello che e' altro proprietario dovrà pagare le tasse per la sua quota? Praticamente cerco una soluzione per cecare di pagare in maniera piu' conveniene possibile dato che ho anche subito un danno economico. grazie rimango in attesa . mario
Gennaro Gennaro da Napoli pubblicato il 16/05/2019 alle 10:11 am:
Buongiorno,

Sono un privato, senza partita Iva, senza società. Sto producendo un documentario e devo pagare il servizio di un Attore straniero (Inghilterra) da svolgere su territorio Italiano. L'attore è tutelato da un Agenzia Inglese la quale mi ha chiesto bonifico bancario sul loro conto corrente per poter pagare l'attore. Se effettuo il bonifico e ricevo fattura da loro, lei pensa che posso stare tranquillo legalmente?
Erasmo Mazzeo Erasmo Mazzeo da Palermo pubblicato il 07/05/2019 alle 2:58 pm:
In data 26/03/2018 ho ricevuto dal MEF una somma (esente IVA e IRPEF) a titolo di indennizzo per "EQUA RIPARAZIONE LEGGE PINTO". Queste le mie domande: la somma ricevuta devo dichiararla nel Modello 730/2019? In caso di risposta affermativa, sotto quale voce? Cordiali saluti e sentiti ringraziamenti
Anna Anna da Avellino pubblicato il 04/05/2019 alle 10:42 pm:
Salve, convivo e ho una figlia da novembre 2017 e rientriamo nello stato di famiglia del padre del mio compagno.
Devo richiedere l'isee per l'università, rientro in quello di mio padre o in quello di mio suocero?
Per quanto riguarda invece i rimborsi relativi a spese sanitarie, sia mie che della bambina, a chi spettano?
Grazie mille, buon lavoro.
Vittorio Vittorio da napoli pubblicato il 02/05/2019 alle 10:08 pm:
Salve, per chi è stato costretto per mancanza di isee aggiornato a causa del lungo ponte festivo, ad aderire alla ben più onerosa rottamazione ter, pur avendo i requisiti per il saldo e stralcio, in caso di proroga dei termini, sarà possibile il passaggio dall'una all'altro?
Credo si tratti di un argomento di interesse generale, poiché conosco molte persone nelle medesime condizioni.
Ringrazio sentitamente.
Jessica Jessica da Padova pubblicato il 20/04/2019 alle 5:34 pm:
La ringrazio di avermi risposto. Buona Pasqua
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Grazie. Spero che anche lei abbia passato una serena Pasqua.


Saluti


Dott. Gatti Domenico
sergio sergio da roma pubblicato il 15/04/2019 alle 3:47 pm:
Salve, mia zia vorrebbe vendere un posto macchina che possiede in altro condominio dal 1973. Può dirmi se su una tale transazione insiste un'imposta di qualche genere e in quale percentuale del ricavato? grazie anticipate per l'info, saluti
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono Gatti Domenico. In merito alla sua richiesta di consulenza le dico che nel caso di posti auto si deve distinguere se si tratta di posto auto pertinenziale alla prima casa per il compratore oppure no. Nel caso si tratti di posto auto pertinenziale alla prima casa l'imposta di registro è in misura del 2 % sul valore così calcolato

rendita catastale posto auto x 1,05 x 110

oppure un importo minimo di 1000 € più 50 € per imposta ipotecaria e catastale per un importo totale minimo di 1100 €. Nel caso di vendita di posto auto non pertinenziale alla prima casa per l’acquirente invece si paga il 9 % sul valore calcolato come segue

rendita catastale posto auto x 1,05 x 120

o importo minimo di 1000 € più 50 € per imposta ipotecaria e catastale per un totale minimo di 1100 € anche in questo caso. I requisiti per ottenere i benefici prima casa devono essere soddisfatti dal compratore e se non vengono rispettati l’Agenzia delle entrate, attraverso controlli che vengono spesso compiuti, può irrogare differenza di imposta di registro da pagare sanzioni e interessi e di fronte all’Agenzia delle entrate c’è responsabilità solidale tra venditore e compratore ai fini dell’assolvimento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Se le occorrono altre consulenze o intende essere assistito mi può telefonare al seguente numero di cellulare 3895559595 oppure mi può scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica [email protected] .


Saluti


Dott. Gatti Domenico
Jessica Jessica da Padova pubblicato il 15/04/2019 alle 11:57 am:
Buongiorno,
Mia figlia residente a Padova studia a Bologna e dorme presso la residenza universitaria ecclesistica“ Istituto Sacra Famiglia” posso scaricare dal 730euro 365 mensili?Faccio presente che Padova-Bologna distano più di 100 KM. La ringrazio anticipatamente

Cordiali saluti
Jessica Pizzolo
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. Sua figlia se ha un contratto di locazione o di ospitalità regolarmente registrato può detrarre gli importi pagati a titolo di canone di locazione. In base alla normativa vigente tuttavia è possibile detrarre fino al limite di 2.633 euro presumibilmente inferiore rispetto a quello che sua figlia paga come locazione in un intero anno (anche volendo non considerare i mesi estivi). Il limite della distanza minimo è di 100 chilometri e ubicazione in altra provincia. Nel caso di residenza in zone montane o disagiate per il 2017 e 2018 vale il limite della distanza minima di 50 chilometri anche nella stessa provincia di residenza. Ovviamente la detrazione spetta a lei se sua figlia è a a carico suo. Se le occorrono altre consulenze o assistenza continuativa mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595.

Saluti

dott. Gatti Domenico
gemma gemma da novara pubblicato il 08/04/2019 alle 10:57 pm:
Buonasera,
volevo sapere se un avvocato iscritto alla cassa che esercita anche l'attività di docente è obbligato all'iscrizione alla gestione separata dell'Inps per quanto attiene al versamento dei contributi.
Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che un avvocato che esercita la professione e paga i contributi alla cassa forense innanzitutto può insegnare solo materie giuridiche. Inoltre se insegna è esonerato dall'obbligo di iscrizione alla gestione separata dell'Inps se il reddito dichiarato è assoggettato interamente al calcolo dei contributi in riferimento alla cassa forense. Al massimo si può versare alla gestione separata contributo integrativo o di solidarietà.

Se le occorrono altre consulenze mi può telefonare al seguente numero di cellulare 3895559595.


Saluti


dott. Gatti Domenico
Bruna Bruna da Varese pubblicato il 05/04/2019 alle 6:05 pm:
Buonasera volevo gentilmente sapere avendo affittato il mio appartamento con cedolare secca al 21% nel mese di Giugno 2018 e dovendo pagare le tasse a giugno di quest'anno e giusto il calcolo che ho fatto:

Anno 2018 totale affitto € 2800 16 giugno 2019 saldo codice 1842 100% del dovuto.

Anno 2019 totale affitto €4800
16 giugno prima rata codice 1840 - 40 % sul 95% affitto
30 novembre seconda rata codice 1841 - 60% sul 95% affitto

Anno 2020 16 giugno saldo codice 1842 5% sul 100% dell'affitto anno 2019.
La ringrazio tantissimo per la sua gentilezza Bruna

Varese
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che le i a giugno 2019 deve pagare il saldo in soluzione piena e cioè il 21 % di 2800 € e cioè 588 € (codice tributo 1842). Questo se paga a giugno o prima della scadenza per lo 0,40 % in più. Poi come acconti 2019 paga sullo storico e non sul valore dell’anno in corso. Quindi da valore storico lei paga gli acconti calcolati sull’anno 2018 e cioè sui 2800 €. Ora poiché il primo acconto sarebbe di 223,44 € (codice tributo 1840) e cioè inferiore a 257,52 € allora si paga un unico acconto entro il 30/11/2019 e cioè il 21 % sul 95 % di 2800 e cioè 558,60 € (codice tributo 1841) poi il saldo sarà il 21 % di 4800 € (canone 2019) – acconto pagato (e cioè 558,60) e viene un saldo di 449,40 € (codice tributo 1842) da pagare a giugno 2020. Il metodo a valori storici è quello che si consiglia di usare poiché usare il metodo previsionale (considerare 4800 € di canone 2019) è pericoloso : se la previsione è errata e gli acconti a saldo risultano poi diversi si incorre in possibili sanzioni. Naturalmente poi quando i valori storici sono più bassi è anche più conveniente in termini di anticipazione di imposte adoperare il metodo storico.

Se le occorrono altre consulenze mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595.


Saluti

Dott. Gatti Domenico
Giovanni Giovanni da Crema pubblicato il 31/03/2019 alle 4:27 pm:
Buongiorno,
avrei bisogno di chiarimenti relativi agli obblighi fiscali riguardo interessi e capitali detenuti all'estero su piattaforme di P2P Lending.

Il funzionamento del sistema è il seguente:
-usando il codice personale si effettuano bonifici SEPA sul conto (Estero) della società che gestisce il sito,
-l'importo viene accreditato nell'area personale,
-si allocano i propri capitali in diverse attività di finanziamento finalizzate a costruzioni o ristrutturazioni
immobiliari (Estere),
-a scadenze prestabilite si percepiscono gli interessi patuiti,
-alla scadenza del prestito, il capitale viene restituito ed è possibile reinvestirlo o ritirarlo.

Sono un lavoratore dipendente e presento il Mod. 730.
Ho trovato alcune vaghi e generici riferimenti circa la necessità di compilare e presentare i Quadri RM , RT , RW ma sento la necessità di più precise indicazioni su come (e possibilmente Quanto) si debba pagare.

Grazie.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. in merito alla sua richiesta di informazioni le dico che l’adesione alle piattaforme P2P Lending comporta che si presta denaro all’estero e poi dopo un determinato tempo viene restituito con percezione di interessi. I proventi soggetti a imposta sono proprio tali interessi. Tuttavia dal 01/01/2018 è in vigore la nuova normativa che tassa tramite ritenuta a titolo di imposta (al 26 % ma secondo un errore normativo dovrebbe essere ancora al 20 %) l’importo degli interessi che lei incassa. Questo significa che lei quando riceve gli interessi in accredito sul suo conto corrente essi sono già tassati a titolo di imposta e non devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi. Prima, nel 2017 intendo, (solo per informazione) nel caso suo che compila il modello 730 i proventi andavano inseriti nel quadro D.
Tuttavia le dico questo. Se è vero che lei non deve compilare il quadro D tuttavia dopo che ha presentato il modello 730 successivamente deve compilare il modello redditi 2019 (anno 2018) completo di tutti i dati presenti nel modello 730 indicando che ha già percepito il rimborso e compilando in aggiunta e ad integrazione del modello 730 già presentato il quadro RW per inserire le informazioni relative alle attività estere da lei detenute (i prestiti compiuti all’estero si intende). Questo adempimento è obbligatorio alla luce del monitoraggio fiscale delle attività estere che si compie da anni. A questo punto aggiungo che se lei ha un credito conviene presentare il modello 730 cosi ottiene in busta il credito a luglio o agosto ma se ha un debito può presentare direttamente il modello redditi 2019 (anno 2018) e allora li compila anche il quadro RW. Il quadro RT riguarda plusvalenze finanziarie e non le interessano mentre il quadro RM riguarda redditi assoggettati a imposta sostitutiva ma altri tipi di redditi diversi da quello che qui consideriamo.

Se le occorrono altre consulenze mi può telefonare al numero di cellulare seguente 3895559595.


Saluti


Dott. Gatti Domenico
Tiziana Tiziana da Vaiano pubblicato il 29/03/2019 alle 12:13 pm:
Buongiorno,
vorrei un chiarimento sulla pace fiscale.
Sono DITTA INDIVIDUALE da quasi 7 anni e ho un ISEE al di sotto dei 20mila euro e dei contributi INPS arretrati di circa 2 anni di cui nello scorso 2018 ho richiesto la massima rateizzazione,in questo caso si può richiedere la pace fiscale?grazie,saluti
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono Gatti Domenico. Ho letto la sua domanda. Le dico che nel caso di rateazioni ordinarie già in essere di cartelle riferite a contributi Inps è possibile interrompere il pagamento del rateizzo e decadere e si può richiedere comunque il condono per saldo e stralcio. Preciso che nel caso della rottamazione ter invece la domanda può essere presentata su cartelle però a condizione che non si è decaduti dalla eventuale rateazione ordinaria in essere per quelle cartelle. Per ulteriori consulenze o se intende affidare al mio studio incarichi di servizi o se intende intraprendere un rapporto di collaborazione professionale mi può telefonare al seguente numero di cellulare 3895559595. Io seguo la contabilità e adempimenti amministrativi e fiscali di ditte e società e svolgo revisione legale dei conti. Ho sede in Napoli ma assisto clienti in tutta Italia.


Saluti


dott. Gatti Domenico
Franco Franco da Piacenza pubblicato il 28/03/2019 alle 9:14 pm:
Buonasera volevo affittare il mio appartamento...essendo disoccupato senza nessun reddito e più conveniente affittare con contratto ordinario a canone libero o con cedolare secca al 21%.
Grazie ancora
Franco
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono Gatti Domenico. Ho letto la sua domanda. Secondo la sua situazione lei deve presentare la dichiarazione dei redditi solo se supera un reddito da fabbricati annuo pari a 500 € altrimenti è esonerato. Poi le dico che sin dall'inizio nel caso di redditi da fabbricato (non avente valore storico) conviene optare per il regime della cedolare secca poiché si risparmiano 1,90% rispetto a imposte irpef e 2 % per imposta di registro annuale per un totale di 3,90 % su interno canone annuo. E più sale il canone più si risparmia poiché l'Irpef è progressiva. Di più se lei abita in un comune ad alta densità abitativa può attivare un contratto a canone concordato (con determinati importi secondo accordo sindacati inquilini e proprietari stipulato nel comune dove si trova l'unità immobiliare) in cedolare secca e pagherà addirittura il 10 % sul reddito da fabbricati e inoltre risparmia il 25 % su imu annuale da pagare per la stessa unità immobiliare in suo possesso che ha intenzione di fittare. Lei dove si trova ? io assisto clienti in tutta Italia. Per ulteriori consulenze o se intende intraprendere un rapporto di collaborazione mi puo' telefonare al numero 3895559595.

Saluti

dott. Gatti Domenico
ciro ciro da napoli pubblicato il 24/03/2019 alle 8:20 pm:
730-19 Come aggiungere una pagina al 730?? Ho avuto diverse spiegazioni, ma non si capisce come.
Ringrazio in anticipo
Ciro
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono Gatti Domenico. Ai fini della presentazione del modello 730 d alcuni anni si procede andando al caf di riferimento, si portano i documenti e l'impiegato compila il modello e poi sottopone a lei la firma del modello. Dopo il caf trattiene la copia firmata da lei e le consegna come ricevuta di presentazione una copia con timbro e firma del responsabile del centro di raccolta stesso. (successivamente poi il caf le deve consegnare la ricevuta di trasmissione se lei la richiede). Pertanto lei non si deve preoccupare del numero di pagine che vanno compilate (solo per informazione in caso di compilazione di più righe aumentano i moduli relativi allo stesso quadro). In ogni caso io mi occupo di preparazione e presentazione modelli 730 2019. Se le occorre mi faccia sapere. Per contattarmi o per altre consulenze il mio numero di cellulare è 3895559595.


Saluti

dott. Gatti Domenico
Lucia Lucia da Caserta pubblicato il 10/03/2019 alle 11:46 am:
Salve. Vorrei acquistare un immobile ad uso abitativo il cui proprietario è una società immobiliare. L'immobile verrebbe da me acquistato per un importo inferiore alla sua rendita catastale rivalutata. L'agenzia immobiliare proprietaria vuole per forza applicare l'IVA alla vendita (invece dell'imposta di registro), per cui nel mio caso dovrei pagare il 4% (agevolazione prima casa) sul costo di vendita della casa. Nello specifico, acquisterei la casa per 40.000 Euro, pagando 1600 Euro di IVA, mentre il valore catastale ammonta a 67.100 Euro circa. Facendo dei calcoli, il "valore normale" stimato per l'immobile, in base ai dati OMI dell'ultimo semestre, stimerebbero il valore medio della casa intorno ai 145.000 Euro (valore incredibilmente alto, visto che l'immobile, di categoria A/4 in uno stabile antico, posto al 2° piano senza ascensore nel centro storico della città, che necessita di molti lavori di ristrutturazione). Il mio timore è quello di ricevere, in futuro, un accertamento fiscale per maggior valore, calcolato sullo scostamento tra il valore d'acquisto dichiarato e il valore normale dell'immobile. Mi è stato proposto, dall'agenzia immobiliare intermediaria, di allegare all'atto di compravendita una perizia giurata di un tecnico abilitato in cui viene dichiarato, stante le condizioni dell'immobile, che il suo valore effettivo è pari a quello di vendita. Inoltre, la società proprietaria dell'immobile si è offerta di stipulare un accordo privato in cui si dichiara responsabile per il 50% di eventuali somme dovute al fisco, in caso avvenisse davvero un accertamento fiscale e si fosse tenuti a dover pagare. Sono indecisa se accettare la proposta o meno, visto che avrei preferito pagare l'imposta di registro (sul valore catastale dell'immobile), in modo da essere tutelata. Purtroppo la società proprietaria non intende rendersi disponibile a tale soluzione, dichiarando di dover necessariamente vendere con applicazione IVA (anche se l'immobile, che la società ha acquistato da meno di un anno per 37.000 Euro da un privato, non l'ha nè costruito nè ristrutturato). La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi. Lucia
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. In riferimento a quanto detto le dico che se la società si rifiuta di applicare l’imposta di registro o può essere perché l’immobile è stato ultimato o ristrutturato da meno di 5 anni (o la società acquirente non ha abbastanza informazioni in merito) e allora non può applicare l’imposta di registro in alternativa all’IVA oppure intende procedere cosi per sua facoltà semplicemente (ma non rileva l’acquisto dello stesso da circa un anno). Questo costa di più in termini di imposta a lei ovviamente. In riguardo alla discordanza tra valore di cessione e valore OMI si inizia con l’osservare che la differenza può essere considerata, se pretesa a giusta ragione dall’agenzia delle entrate, come donazione con le normali conseguenze per imposte, sanzioni e interessi. In ogni caso il contribuente si può tutelare tramite una perizia giurata, come dice lei, in cui il tecnico proprio in virtù dei grandi lavori da fare valuta l’immobile non omogeneo rispetto ai valori OMI. Ovviamente un atto di accollo da parte della società immobiliare del 50 % dell’eventuale pretesa da parte dell’ufficio accertatore non può che essere un segnale di apertura da parte della società venditrice. Quello che aiuta molto, le dico, è la perizia giurata da parte del tecnico abilitato poiché in caso di accertamento renderebbe lo stesso accertamento eccepibile in modo fondato e con altissima probabilità di annullamento dell’atto di accertamento stesso. Si deve considerare che il valore di un immobile lo stabilisce comunque il mercato e la contrattazione : l’agenzia delle entrate non può stabilire a priori il valore di un immobile pertanto anche se esistono i valori OMI si deve sempre considerare la possibilità di situazioni particolari che rendono disomogeneo rispetto al valore medio di mercato il prezzo di vendita un determinato immobile. Inoltre aggiungo che gli accertamenti spesso scattano quando il valore di cessione è più basso addirittura del valore catastale e di meno per discordanza rispetto ai valori OMI. Per ulteriori consulenze mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595.


Saluti


Dott. Gatti Domenico
Gabriele Lo Cicero Gabriele Lo Cicero da Cuneo pubblicato il 19/02/2019 alle 9:30 am:
Salve, sono un fisioterapista libero professionista in regime forfettario e gestione separata INPS. Avrei intenzione di avviare un'attività parallela di organizzazione di eventi per singles. Aprirei un nuovo codice ATECO e farei la Comunicazione Unica, ma il dubbio è: a livello contributivo, essendo i coefficienti di redditività rispettivamente del 78% e del 67%, devo applicare qualche accortezza particolare? Grazie.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buona sera comincio dicendo che in sede di dichiarativo deve inserire i due codici attività con ricavi incassati e rispettivi coefficienti di redditività nel quadro LM. Per quanto riguarda l'attività di organizzazione di eventi si deve iscrivere alla gestione commercianti, segnalare il regime forfetario e risparmierà il 35 % sui contributi da pagare alla gestione commercianti. Per altre consulenze il mio numero di cellulare è 3895559595.

Saluti


dott. Gatti Domenico
rabi hdir rabi hdir da meda pubblicato il 13/02/2019 alle 3:06 pm:
Salve,
Chiedo informazioni in merito alla pace fiscale ( saldo e tralcio). Ho aderito alla rottamazione-bis e sto pagando una cartella con due rate ( la prima rata già pagata) la seconda da saldare entro il 28/02/2019.
Vorrei sapere se aderendo al saldo e stralcio, potrei rottamare l'ultima rata residua della rottmazione bis?
La prima rata mi potrebbe essere rimborsata?
il mio Isee non supera i 20.000 euro
grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. Quello che lei ha pagato non è rimborsabile. Poiché le sto scrivendo oggi 23/03/2019 quello che le dico ha valore relativo. Poteva sospendere comunque il pagamento dell'ultima rata e inserirlo o nella rottamazione ter oppure nel saldo e stralcio se era un tributo idoneo (avendo lei isee 2019 idoneo). Per ulteriori consulenze mi può telefonare al seguente numero di cellulare 3895559595.


Saluti

dott. Gatti Domenico
Angelo Angelo da Ragusa pubblicato il 12/02/2019 alle 10:18 am:
Salve, avevo una domanda da porvi:
Ho un immobile , dove devo istallare 4 condizionatori e un allarme, volevo usufruire delle agevolazioni fiscali del 50%.
Per usufruire di tale agevolazione devo presentare una CILA al Comune per ristrutturazione (che realmente non è).
Il mio dubbio :
Per quanto riguarda l'istallazione dei climatizzatori farò fare il lavoro di istallazione a un professionista che mi possa fare Fattura e certificazione, è previsto che lo possa istallare io? in quanto è un kit di facile istallazione e inserire nell'agevolazione solo il costo del Kit.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Per condizionatori esistono due tipi di agevolazioni : detrazioni per 65 % importo pagato in 10 rate in 10 anni in caso di sostituzione di condizionatori ad alto risparmio energetico (con comunicazione all'ENEA); oppure detrazione del 50 % in 10 rate in 10 anni con ristrutturazione e presentazione comunicazione inizio lavori non necessariamente asseverata (in riferimento a bonus arredi).
Se lei è in grado di istallare i condizionatori può istallarli lei e poi portare in detrazione solo il kit questo in entrambi i casi delle detrazioni al 50 % o al 65 %.

Se occorrono ulteriori informazioni mi può contattare al numero di cellulare 3895559595 oppure sull’indirizzo di posta elettronica [email protected] oppure su [email protected] .


Saluti


dott. Gatti Domenico
Joe Joe da Latina pubblicato il 05/02/2019 alle 9:12 am:
Grazie della sua cortese risposta molto esaustiva, però vorrei chiederle, sempre per l'attivtà di B&B ed essenso dipendente pubblico full time, se attittassi casa diversa dall'abitazione, potrei lo stesso fare questo tipo di attività? Grazie
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Il punto è la titolarità dell'attività. Se lei lo fa saltuariamente o, come si suol dire, occasionalmente lo può fare nella sua abitazione o in un'altro locale fittato. Anzi in altro locale si può determinare una presunzione di continuità a causa della continuità delle spese ma questo è un elemento che eventualmente in caso di verifica può essere sollevato e lo si può eccepire tranquillamente; la continuità dei costi non determina necessariamente la continuità dell'attività : potrebbe usare il locale fittato per uso anche privato e poi, quando capita, per attività di bed & breakfast . In caso di attività imprenditoriale sia in immobile adibito ad abitazione sia in locale fittato c'è incompatibilità con la sua posizione di dipendente pubblico full time.

Saluti


dott. Gatti Domenico
Joe Joe da Latina pubblicato il 24/01/2019 alle 12:09 pm:
Buongiorno, sono un dipendente pubblico, posso aprire un B&B? Grazie
Possibilmente potete inviarmi anche una email?
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
L'attività di bed and breakfast a differenza di quella di affittacamere può essere saltuaria e cioè non abituale; quindi non necessita di apertura di ditta individuale tuttavia occorre inviare la segnalazione di inizio attività (detta anche SCIA) al comune di riferimento e emissione di note di prestazioni occasionali quando la struttura viene utilizzata da clienti. In generale un attività commerciale (che ha carattere abituale) è incompatibile con una posizione di dipendente pubblico a tempo pieno (nel caso di part time si viene sanzionati di meno). In conclusioni è possibile continuare a svolgere l'attività di bed and breakfast senza entrare in conflitto con l'impiego pubblico solo se tale attività ha carattere di non abitualità. in pratica se si ha intenzione di aprire una ditta individuale ciò è incompatibile con il pubblico impiego.

Per eventuali ulteriori chiarimenti mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595 oppure, come da lei richiesto, il mio indirizzo di posta elettronica è [email protected] o anche [email protected] .


Saluti


dott. Gatti Domenico

 

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4 Commenti su “CONSULENZA ONLINE GRATUITA”

  1. Salve, mio figlio nel 2018 ha aperto la partita iva ma il giorno dopo l’ha chiusa. Ora la dovrebbe riaprire e quello che chiedo può usufruire del regime forfettario o qualcosa simile per essere agevolato nelle spese? ha 26 anni.
    Ringrazio e saluto

    1. Si può riaprire tranquillamente la partita IVA; tra le condizioni però vi è il fatto che non deve avere controllo diretto o indiretto di società che svolgono l’attività che si intende svolgere con la propria partita IVA. Ora suo figlio entra nel regime forfetario nuovo e cioè 15 % di imposta sostitutiva sul 78 % dei ricavi incassati su base annua. Si esce dal regime forfetario se fa più di 65000 € di ricavi incassati su base annua. Non è obbligato a emettere fattura elettronica e non paga Iva Irpef e Irap. Si pagano contributi Inps a seconda del tipo di attività e comunque con agevolazione di riduzione dei contributi al 65 % di quelli dovuti poi dipende dal tipo di attività se necessita di iscrizione alla camera di commercio oppure no. Nel caso di attività professionali con cassa obbligatoria pagherà i contributi relativi alla cassa professionale di riferimento. Inoltre avendo aperto e chiuso la partita IVA nel 2018 anche per 1 giorno lei deve compiere degli adempimenti nel 2019 a seconda dei casi ( dichiarazione IVA 2019, modello redditi 2019 e modello Irap 2019 se in regime ordinario e modello redditi 2019 se in regime agevolato). Per ulteriori dettagli o se intende aprire la partita IVA mi può telefonare al numero di cellulare 3895559595. Se intende telefonarmi le chiedo gentilmente di segnalarmi il suo numero di cellulare poiché ricevo molte telefonate di pubblicità. Grazie. Saluti

      dott. Gatti Domenico

  2. Buonasera devo fare la permuta del mio garage con un altro garage di proprietà della ditta costruttrice. Premetto che il mio garage lo avevo acquistato insieme all’abitazione principale quindi avevo pagato iva al 4 % perché pertinenza. La permuta verrà fatta per pari importo ma il costruttore mi deve fatturare l’iva. Io potrò recuperare quell’iva? Grazie

    1. Nel caso di acquisto di garage pertinenziale con iva al 4 % secondo le istruzioni agenzia delle entrate si puo’ detrarre dell’irpef il 50 % dell’iva diviso in 10 rate su 10 anni e non è permesso sullo stesso importo dell’iva detratto in 10 anni far valere altre detrazioni. Ora nel momento in cui lo stesso garage si permuta per un altro di pari importo imponibile + iva (al 4 % perché pertinenziale anch’esso) non si può usufruire dell’agevolazione della detrazione del 50 % dell’iva perché il secondo box acquistato su permuta è acquistato in modo non contestuale all’immobile acquistato in precedenza (contestualmente al primo box) adibito ad abitazione principale. Questo è spiegato bene nelle istruzioni pubblicate dall’agenzia delle entrate modello redditi 2018 fascicolo 1 e anche nella circolare n° 20 E del 18/05/2016. E’ ovvio che quanto riportato è valido rispetto alla normativa vigente fino ad oggi.
      Se occorrono ulteriori informazioni il mio numero di cellulare è 3895559595. Qualora abbia intenzione di telefonarmi le chiedo di indicarmi il suo numero di cellulare poiché ricevo molte telefonate a fini promozionali. Grazie. Saluti

      dott. Gatti Domenico

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