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53 messaggi.
GABRIELE GABRIELE da ROMANO pubblicato il 13/03/2020 alle 8:55 am:
buongiorno.ho stipulato con un impresa un contratto di fornitura con posa in opera e questa in un articolo del contratto specifica e dice:i corrispettivi di cui al presente contratto saranno assoggettati all'aliquota i.v.a. come per legge.io ho fatto una fattura con iva il 31\12\19 ed ora mi chiedono di fare nota di credito e fattura con reverse charge.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che in ambito dell'edilizia le forniture di servizi relativi a pose in opera compiuti verso soggetti titolari di partita IVA determinano l'applicazione della normativa relativa al reverse charge. Questo significa che nel contratto stipulato doveva essere menzionato il fatto che le sue fatture sono determinate da imponibile +iva in generale e che in caso di fornitura di servizi per pose in opera la fattura doveva essere emessa solo con importo relativo ai servizi senza applicazione dell'IVA dovendo applicare in quel caso la normativa relativa al reverse charge. In pratica il contratto andrebbe corretto e il fatto che le abbiano chiesto di emettere nota di credito è corretto e serve a annullare la fattura emessa con IVA. Poi naturalmente dovrò emettere la fattura in reverse charge e quindi senza IVA. L'IVA per intenderci verrà pagata dalla azienda committente quando essa stessa a sua volta emetterà le fatture verso i suoi clienti.


Buona serata
francesca francesca da crotone pubblicato il 03/03/2020 alle 3:31 pm:
Buongiorno! Mi chiamo Francesca Caputo e sono una studentessa dell'unipi che sta facendo la sua tesi in USA per 9 mesi. Attualemente, l'ospedale Americano in cui lavoro, mi sta trattenendo il 14% di tasse sullo stipendio (da settembre 22,2019 fino a Giugno 23, 2020) ma non so bene come comportarmi quando torno in Italia (essendo nel nucleo familiare di mia mamma). Il tipo di income e' di scholarship o fondi per la fellowship.

Potete consigliarmi e darmi direttive? Grazie!
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che innanzitutto ipotizzo che lei abbia residenza anagrafica in Italia. in tale caso lei ha residenza fiscale in Italia; pertanto deve farsi rilasciare la certificazione dei redditi percepiti dall'ospedale americano. In base alla convenzione stipulata tra USA e Italia le imposte trattenute dal fisco degli USA verranno considerate credito di imposta e lei pagherà le imposte al fisco italiano secondo l'importo dovuto meno il credito di imposta riconosciuto nella certificazione rilasciata dall'ospedale americano. Anche se vive con sua madre lei deve comunque presentare la dichiarazione dei redditi all'Agenzia delle entrate in Italia.


Buona serata
Franco Pietranera Franco Pietranera da Montemarzino (Al) pubblicato il 15/01/2020 alle 11:41 am:
Buon giorno, a seguito della legge di stabilità 2014 il calcolo della Tari doveva essere effettuato in base alla metratura che il catasto aveva aggiornato. Il Comune ha ignorato quanto stabilito dalla legge e a gennaio 2020 ho ricevuto un provvedimento di accertamento per l'anno 2014, con il quale mi viene richiesto un pagamento, a conguaglio (con sanzioni e spese accessorie), in base alle nuove metrature rilevate dal catasto. Il provvedimento, datato 18/12/2019, contiene degli errori nel conteggio e mi è stato notificato in tata 8 gennaio 2020. La tassa non è da considerarsi prescritta? Peraltro non esiste anche un termine di decadenza? Ringrazio e porgo distinti saluti.
Il commercialista online Risposta dell'amministratore di: Il commercialista online
Buongiorno sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che la legge n° 147 del 2013 legge di stabilità 2014 viene stabilito che i comuni possono avvalersi della banca dati del catasto per accertare le superfici imponibili delle unità immobiliari. Questo non significa che loro d'ufficio debbano allineare le superfici imponibili dichiarate dai contribuenti. Pertanto se il contribuente non allinea tramite dichiarazione presentata le superfici imponibili dall'anno di riferimento entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello entro il quale doveva essere
resa la dichiarazione (e cioè il 2015 ) relativa all'anno di riferimento (e cioè il 2014) e quindi entro il 31/12/2020 il comune di interesse può inviare un accertamento per recuperare le differenze TARI piu' sanzioni e interessi. Oltre il 31/12/2020 decade il diritto del comune a poter notificare l'accertamento. Nel caso suo in riferimento alla TARI 2014 in caso di non presentazione della dichiarazione TARI integrativa l'ufficio TARI aveva tempo fino al 31/12/2020 per notificare a lei le differenze TARI più sanzioni e interessi. Quindi l'accertamento da lei ricevuto non è decaduto. Tuttavia gli importi TARI e sanzioni secondo una consolidata giurisprudenza si prescrivono entro 5 anni dal giorno in cui il tributo era dovuto oppure dal giorno relativo all'ultimo atto interruttivo. Dunque se non ci sono stati atti interruttivi e essendo esigibile la TARI 2014 da 31 dicembre 2014 la prescrizione è intervenuta in data il 31/12/2019. Quindi se non ci sono stati atti interruttivi se l'accertamento è stato notificato L'8 gennaio 2020 gli importi TARI e sanzioni sono prescritti. Ovviamente gli interessi si annullano per la stessa non esigibilità della tassa sui rifiuti TARI.


Buona giornata

 

 

 

 

18 Risposte a “CONSULENZA ONLINE GRATUITA (commenti temporaneamente chiusi)”

  1. Salve, prima di tutto grazie per il vostro tempo
    Ho 46 anni e la mia fidanzata 40. Sono divorziato e ho una figlia
    Siamo entrambi impiegati e ci sposiamo a settembre
    RAL rispettivamente di €75.000 e €28.000). Non abbiamo proprietà o altri redditi
    Quest’anno ho ricevuto una grossa somma (superiore alla mia RAL annuale) come incentivo all’esodo
    A fine anno abbiamo il rogito come prima casa
    Nei prossimi anni potrei passare a Partita IVA
    Abbiamo 2 dubbi:
    1. Conviene di più la comunione o la separazione dei beni?
    2. A chi intestare casa, A chi il mutuo? O meglio cointestare? Qui il dubbio è relativo soprattutto a ridurre l’incidenza fiscale di questo anno visto l’eccezionale personale picco di reddito e che per la casa utilizzerò gran parte dell’incentivo percepito nel 2020

  2. Salve,
    Dovrei cambiare la pavimentazione delle piastrelle in terrazza di casa e dovrei sostituirle con delle nuove, previa rimozione di quelle attuali .
    Ho letto che potrei usufruire della detrazione fiscale del 50% per questo tipo di lavoro (includendo l’ acquisto delle nuove piastrelle).
    Non sono pero’ sicuro se per usufruire di questo sgravio fiscale devo solo compilare i bonifici online scegliendo la dicitura ‘per agevolazione fiscale’ e immettendo partita Iva e numero di fattura che mi verranno date negli appositi spazi oppure devo seguire un iter più complesso (per esempio comunicazione del lavoro al SUE o altro).
    RingraziandoLa in anticipo per il suo tempo e la sua gentilezza,

    1. Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. in merito alla sua domanda le dico che lei deve richiedere le fatture di lavori e pagare tramite bonifico per ristrutturazioni. Poi non deve fare altro.

      Buona serata

      dott. Gatti Domenico

  3. Buonasera, devo aprire una partita iva forfettaria come tecnico informatico con la possibilità di vendere e fatturare anche il materiale utilizzato per le riparazioni.
    Occorre essere inscritto alla camera di commercio per la vendita?
    Mi spiegate la prassi, occorre prima iscriversi alla camera di commercio e poi aprire partita iva?
    A tutto ciò aggiungo che sto usufruendo della NASPI quindi mi cofermate che il mio fatturato non deve superare i 4.800 € annui?
    Grazie

    1. Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda le dico che per intraprendere l’attività indicata deve aprire la partita IVA per erogazione di servizi di consulenza nell’ambito delle tecnologie dell’informatica e vendita di materiali per riparazioni. Successivamente deve iscriversi alla camera di commercio e alla gestione commercianti dell’Inps. Dopo deve inviare comunicazione all’Inps che opta per il forfetario. In tal caso pagherà il 65 % dei contributi Inps calcolati per l’anno di riferimento. In merito alla dichiarazione dei redditi per l’anno in cui apre la partita IVA per il semplice fatto di aver aperto la partita IVA anche se non fattura da allora in poi e fino all’anno di cessazione della partita IVA dovrà presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi. Sulla NASPI le imposte saranno conguagliate dall’INPS a fine anno. In riguardo all’attività autonoma essendo soggetta a regime forfetario dovrà pagare l’imposta sostitutiva; l’imposta sostitutiva si calcolerà sui ricavi totali incassati nell’anno di riferimento per le due attività sopra indicate di servizi di consulenza nell’ambito delle tecnologie dell’informatica e vendita di materiali per riparazioni. C’è da segnalare che comunque si deve comunicare all’INPS entro un dato tempo l’inizio dell’attività. Nel caso in cui si percepisce un reddito netto da attività autonoma compreso tra 0 e 4800 € dalla data di apertura partita IVA fino alla fine del periodo della NASPI si avrà diritto a un indennità ridotta della NASPI pari all’80 % dell’importo stabilito. Se però nell’anno di riferimento come reddito netto da attività autonoma lei percepisce più di 4800 euro si perde il diritto a percepire la NASPI da quell’anno in poi. In tal caso si dovrà procedere a restituire le somme relative alla NASPI percepite da quel determinato anno senza diritto.

      Buona serata

  4. Salve, mi chamo Antonella, vorrei avere delucidazioni sulla mia situazione lavorativa fiscale.
    Avendo percepito nell’anno 2019 3 CUD:
    1: lavoro dipendente presso agenzia lavorativa
    2: lavoro autonomo “contratto di collaboratore sportivo”
    3: Naspi
    ho superato la soglia dei 10000€ annui (11.600). La mia domanda è: c’è un modo per non fare dichiarazione dei redditi?
    Grazie in anticipo per la risposta

    1. Buona sera sono il dott. Gatti Domenico. In merito alla sua domanda nel caso di piu’ modelli di certificazione unica l’unico modo in cui si possa evitare di dover presentare la dichiarazione dei redditi è che l’ultimo datore di lavoro tenga conto degli altri redditi e conguagli le imposte complessive che lei deve pagare considerando tutti e tre i modelli di certificazione unica. Tale situazione è difficile da praticare. Pertanto le dico che con ogni probabilità dovrà presentare la dichiarazione dei redditi.

      Buona serata

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