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4 messaggi.
Giorgio Giorgio da Cosenza pubblicato il 23/09/2018 alle 5:09 pm:
Salve
Devo pagare un una pratica all agenzia delle entrate. Avevo richiesto una dilazione già accettata. Ora ci ho ripensato e vorrei pagare il bollettino Dell importo intero che mi era stato inviato a suo tempo. Posso farlo tranquillamente o devo segnalarlo all ufficio? Grazie
Cristina Cristina da perugia pubblicato il 10/09/2018 alle 12:00 pm:
Salve, io vorrei avere delle info..
Vorrei intraprendere il lavoro di amministratore di condominio.. e sapere quindi quali sarebbero le spese da affrontare una volta aperta la partita Iva.
La ringrazio in anticipo.
dottcommgattidomenico Risposta dell'amministratore di: dottcommgattidomenico
Intraprendere l’attività di amministratore di condominio e il regime forfetario

Per quanto riguarda gli amministratori di condominio per poter svolgere professionalmente l’attività occorre l'abilitazione presso un centro accreditato. Si potrebbe essere amministratori al massimo del condominio dove si è condomini. Nel caso si intenda svolgere l’attività in modo professionale occorre aprire la partita iva con il codice ATECO 68.32.00. Se nell'anno antecedente si è prodotto reddito complessivo (tra lavoro dipendente e autonomo) inferiore a 30.000 € è possibile considerare il regime forfetario. Nell’ambito di tale regime fiscale agevolato se l'attività non è mai stata svolta si paga come imposta sostitutiva solo il 5 % applicato all’86 % del fatturato incassato (dedotti i contributi previdenziali versati nell’anno di riferimento) e cioè il 4,3 % del fatturato incassato al netto dei contributi previdenziali versati nell’anno di riferimento. Dopo i primi 5 anni si paga il 15 % dell'86 % e cioè il 12,90 € del fatturato incassato al netto dei contributi versati nell’anno di riferimento. Non si devono superare i 25.000 € di fatturato altrimenti si entra nel regime ordinario.
Il regime forfetario è un regime naturale : questo significa che non è dovuta nessuna comunicazione all’Agenzia delle entrate per aderirvi. Non è un regime temporaneo, è il regime normale per chi ha fatturato annuo incassato inferiore ai 25000 € e si entra nel regime ordinario solo se si supera tale soglia e si pagano a quel punto Irpef IVA e Irap.

In riguardo ai contributi previdenziali gli amministratori non avendo una cassa previdenziale di riferimento sono obbligati a versare i contributi alla gestione separata Inps. L’importo dei contributi Inps da pagare è pari al 25,72 € dell’86 % del fatturato incassato. Il regime forfetario da diritto a una riduzione al 65 % del 25,72 % e cioè al 16,72 % come aliquota relativa al pagamento dei contributi Inps. Per esempio se si ha un fatturato annuo incassato di 10000 € si pagheranno come contributi il 16,72 % di 8600 € e cioè 1.437,92 €. Per avere tale riduzione si deve operare la segnalazione all'Inps dell’opzione per il regime forfetario ogni anno entro 28 febbraio. L’agevolazione del 5 % dell’imposta sostitutiva è valida per 5 anni tuttavia dopo il regime forfetario continua se non è stata superata la soglia di fatturato incassato pari a 25000 € annui. Per chi già ha intrapreso in precedenza quella attività o contigue allora si paga un imposta sostitutiva pari al 15 % del 86 % del fatturato.
Alexandre Alexandre da Perugia pubblicato il 04/09/2018 alle 12:01 pm:
salve. come volevo aprire negozio online e vendere articoli tramite Dropshipping. volevo chiedere i costi per apertura Partita Iva,quanto devo pagare a camera di commercio, Inps e ecc.. se posso vendere anche senza P.IVA. ( dicono fino 5000 al anno) lo sentito che si puo fare FORFETTARIA . e come devo procedere per avviare attivita e risparmiare. GRAZIE
dottcommgattidomenico Risposta dell'amministratore di: dottcommgattidomenico
L'attività di dropshipping richiede apertura di partita iva e iscrizione alla camera di commercio. Non occorre REC o RAC ma solo suap camerale ovvero segnalazione inizio attività al comune di riferimento.

Se si attiva il regime forfettario si paga (se non è mai stata volta tale attività) sotto il 5 % del fatturato per 5 anni e poi intorno all'11 % del fatturato seguendo determinati parametri relativi a volume di affari e valore beni strumentali e dipendenti.

L'aspetto positivo è che si dovrebbero pagare come contributi fissi 3800 € alla cassa commercianti ma con il regime forfetario si paga solo il 65 % di di 3800 € e cioè 2465 €

Anche se per la vendita occasionale non esiste un parametro inequivocabilmente determinato il limite da considerare è quello dei 5000 € annui. Inoltre si dovrebbe evitare la sistematicità nelle vendite.

L'apertura di partita iva costa 40 € poi la pratica camerale ha un costo pari a circa 150 o 170 € e può oscillare a causa di aggiornamenti per diritti e bolli. Se è interessato o vuole altri chiarimenti il mio numero di cellulare è 3895559595.



Saluti
dott. Gatti Domenico

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2 thoughts on “AREA CONSULENZA ONLINE GRATUITA”

  • Buongiorno, sto per effettuare dei lavori di ristrutturazione per la prima casa, e vorrei approfittare delle detrazioni disponibili.
    Considerato che le detrazioni ammonterebbero al 50% delle spese, distribuite su 10 annualità, e dato che sono una impiegata statale con stipendio piuttosto basso (lordo di poco superiore a 15.000€), so che se sosterrò spese troppo alte rischio poi di non vedermele rimborsare tutte, poiché il rimborso annuale spettante potrebbe diventare eccessivo rispetto all’IRPEF dovuta/versata.
    Su cosa dovrei basarmi per avere un’idea di massima di quanto sarà il limite di rimborso annuale ottenibile? Devo considerare l’IRPEF da me dovuta (al netto ovviamente delle altre detrazioni che spettano e che quindi già la abbattono)? O altro ancora?
    Grazie, saluti

    • Federica allora vedi che ogni anno a febbraio, come ben saprai, ti viene consegnato la certificazione dei redditi per esempio

      quest’anno certificazione unica 2018 redditi 2017.

      Se le detrazioni per eventuale coniuge o figli a carico sono state comunicate al sostituto di imposta già li trovi le ritenute irpef e addizionale. Poiché ti vedo già addentrata in questa materia voglio fare un passo in avanti : considera le ritenute irpef (primo rigo ritenute punto 21 certificazione ) quello è l’importo che al massimo puoi recuperare.

      Devi prendere tale importo e visto che al massimo puoi recuperare il 50 % in 10 anni il calcolo della spesa “conveniente ” per te è

      importo ritenute x 10 x 2

      Un esempio ritenute in un anno 1200 €

      Spesa conveniente

      1200 x 10 x 2 =24000

      Infatti se spendi 24000 puoi recuperare al massimo 12000 € però in 10 anni e quindi 1200 € all’anno quanto le ritenute.

      Se le detrazioni a monte non sono comunicate al datore di lavoro allora devi prendere le detrazioni per coniuge o figli a carico

      indicate nel 730 o modello fiscale le sottrai alle ritenute e esce la ritenuta da moltiplicare per 10 e per 2 (se non ci sono altre
      detrazioni ovviamente) per ottenere la spesa conveniente.

      Se ti occorrono ulteriori chiarimenti il mio cellulare è 3895559595 e magari ci vediamo allo studio.

      Saluti
      Dott. Gatti Domenico

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